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Parma: condizione precaria e mercato obbligatorio

Parma: condizione precaria e mercato obbligatorio

Fermare la Juventus è un’impresa per pochi, lo sappiamo, non a caso è ancora imbattuta in questa stagione, ma ci sono modi e modi per ammettere la propria inferiorità, per adattarsi al contesto e credere in qualcosa ai limiti dell’impossibile.

Ieri sera il Parma si è arreso dopo 20 minuti di dominio tambureggiante dei bianconeri. Un’impotenza tecnica, psicologica e soprattutto fisica, come hanno sottolineato Carli e Liverani nel post gara. Il ds è stato fin troppo esplicito: “Credo che la squadra non sia al top della condizione”. Il tecnico è stato più diplomatico: “Abbiamo pagato la terza partita di fila a livello mentale. Eravamo appannati”.
Gli infortuni, la coperta corta in attacco e le condizioni precarie di alcuni giocatori (Gervinho) sono validi alibi, ma da soli non bastano a giustificare il poker di Ronaldo e soci. Perché contro la Juve si può perdere anche 6-0, ma dopo aver fatto la “guerra” e buttato il cuore oltre l’ostacolo.

Appannamento o serbatoio in riserva, non c’è il tempo di leccarsi le ferite che martedì si torna subito in campo, a Crotone, per chiudere un’annata allucinante. E’ una partita ad alto rischio, per i motivi appena elencati, perché può togliere certezze e diffondere ulteriore malumore in una piazza che continua a non vedere e non capire quale è il nuovo corso gialloblù.

Il momento è particolare, il presidente Krause è tornato negli Stati Uniti, ma le strategie di calciomercato sono tracciate: servono rinforzi, soprattutto in attacco (ma bisogna anche vendere). Certezze e non scommesse. Tradotto: giocatori pronti per la serie A.

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