Entra in contatto:

Parma Calcio

Pazienza e pessimismo, umori contrastanti post Lecce

Foto Parma Calcio 1913

Pazienza e pessimismo, umori contrastanti post Lecce

In tanti non l’hanno presa bene la sconfitta di ieri contro il Lecce (1-3).

Non tanto per la prematura uscita dalla Coppa Italia, quanto per le modalità e le sensazioni che ha trasmesso la gara del Tardini.
Sensazioni negative per molti tifosi che subito dopo il triplice fischio finale hanno iniziato a tempestare di messaggi i canali ufficiali del Parma, i siti sportivi e le bacheche. Uno stato d’animo che si può riassumere così: pessimismo e speranza. C’è chi la vede grigia, in alcuni casi molto grigia, e chi predica pazienza e calma, perché in fondo anche “il Milan di Sacchi era partito male” e poi ha vinto tutto.
Al di là dei paragoni e dei pareri di una piazza evidentemente frastornata, è l’atteggiamento mentale di chi ieri è sceso in campo a destare le maggiori preoccupazioni, oltre a diversi aspetti tattici che come spesso succede in queste circostanze hanno rispolverato l’essere allenatore di ognuno di noi (Sohm terzino destro è l’accusa principale rivolta dai tifosi all’allenatore).

Brutto Parma, tranne nei primi 25 minuti. Brutta difesa, con i marcatori che concedevano sistematicamente un paio di metri all’ex Coda (il capocannoniere dell’ultima serie B) come se non avessero mai ricoperto quel ruolo o come se non conoscessero le abilità dell’avversario che avevano di fronte.
Brutto centrocampo, quasi inesistente in fase di interdizione, con il solo Juric incaricato di rubare palla agli avversari (compito fallito), e tutti gli altri votati alla fase offensiva.
Poi c’è l’ attacco, il reparto dove si sono viste le (poche) cose migliori, sebbene l’atteggiamento di Man (il più efficace nei dribbling) non abbia convinto tutti.

Il calcio non è una scienza esatta, ma la rivoluzioni richiedono tempo e pazienza. Due concetti che nelle ultime due stagioni a Parma sono stati ripetuti fin troppo volte, arrivando a causare l’effetto contrario, cioè una valanga di pessimismo (sui social).
Il cantiere Parma è aperto, ha le porte spalancate, dentro e fuori dal campo, perché dopo ieri è ancora più evidente che questa squadra è incompleta in alcuni ruoli chiave (difesa e centrocampo), al netto delle assenze pesanti di Buffon e Schiattarella. E al netto dei tanti giocatori fuori rosa su cui forse andrebbero fatti ragionamenti diversi, considerando che alla fine del mercato mancano due settimane.

Mercato e campo: Maresca siede sulla panchina crociata da poco più di un mese. E la bacchetta magica è solo uno strumento delle favole, non degli allenatori di calcio. “Ci vuole tempo e c’è tanto da lavorare” ripetono da Collecchio. Sì, ma quanto? Il campionato parte venerdì sera da Frosinone e le incognite sono palesi. E’ arrivato il momento di far suonare la sveglia e cominciare a correggere gli errori emersi fin qui, indipendentemente dal risultato del campo, altrimenti il clima negativo che si respira tra la tifoseria rischia di essere un pericoloso compagno di viaggio per tutta la stagione. Una stagione che, come ripetono dal quartier generale, deve finire con la promozione in serie A.

 

Pubblicità

Commenti Recenti

Pubblicità
Pubblicità

Altri articoli in Parma Calcio