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Pecchia: «Approccio molto forte». Camara: «Un onore segnare per il Parma»

©Foto: Lorenzo Cattani

Pecchia: «Approccio molto forte». Camara: «Un onore segnare per il Parma»

Il post partita di Parma-Cittadella dalla sala stampa dell’Ennio Tardini.

Le parole a caldo degli allenatori Edoardo Gorini per  veneti e Fabio Pecchia per i crociati; davanti ai microfoni anche il centrocampista Drissa Camara.


GORINI «Il Parma è una delle più candidate ad andare su. Ma noi siamo partiti meglio nei primi minuti; abbiamo avuto le nostre occasioni. Rammaricato per le nostre disattenzioni in occasioni dei gol. Le categorie non ci sono per niente. Se a Vazquez gli concedi il filtrante, è chiaro che poi una squadra come il Parma ti fa gol. Su Vazquez o metti un uomo fisso… ma non fa parte del nostro modo di fare calcio. Quando gli spazi si dilatano, è chiaro che ti fanno male. Non solo distrazioni da parte nostra, ma ci è mancata cattiveria.
Intanto mi auguro di recuperare qualcuno con la sosta, perché anche noi abbiamo tante assenze. Poi dobbiamo lavorare e andare avanti su quello che stavamo facendo e migliorando: i dati dicono che facciamo pochi gol, dobbiamo migliorare su quello».

PECCHIA «10 clean shhet su 13 nei primi tempi? Ancora oggi, ma anche nel secondo tempo, l’approccio è stato molto molto forte. Mi è piaciuta la solidità mentale della squadra, sapendo di affrontare un Cittadella “fastidioso” e pratico. I gol dalla panchina? Come dico sempre, il gol deve riguardare tutta la squadra. Il primo è arrivato ancora su palla inattiva ben sfruttata. L’importante è segnare e creare occasioni; in questo oggi Inglese ha fatto 70 di grande qualità, è stato fondamentale.
A noi serve la rosa al completo: per me questo diventa il concetto alla base del gruppo. Averne 25 è diverso che averne 12. Ogni partita vengono utilizzati 16 giocatori, è importante per me avere ampia scelta.
Bernabé intanto deve ritrovare la migliore condizione, perché due mesi di assenza pesano; ha caratteristiche evidentemente diverse da Vazquez: uno preferisce avere palla tra i piedi, l’altro va più alla ricerca dello spazio.
Oggi partita simile a quella di Palermo, dove avevamo concesso solo due ripartenze. Le partite si devono aprire, poi cambia ogni scenario e ogni atteggiamento dell’avversario.
Gol subito su corner? C’è da rivedere qualcosa, ma non è mancanza di attenzione. Sì, l’abbiamo tenuta sotto controllo, ma nel calcio mai dire mai perché l’avversario poteva riaprirla».

CAMARA «Pensavo ci fosse fuorigioco sul gol, ma sono contento d averlo segnato. Lo dedico alla mia famiglia in Costa d’Avorio, mi aiutano sempre. Io sono al servizio del mister, penso solo a giocare dove mi mette il mister, che mi chiede di essere più concentrato e di lavorare bene.
Lo scorso anno ho fatto solo due partite e mi sono fatto male alla spalla. Quest’anno mi sento bene fisicamente, sono a mio agio con i compagni: sto crescendo. Quest’anno è cambiata la mentalità: il mister dice di attaccare l’area e di essere lì, perché così posso fare gol.
Giocare a Parma per me è un onore: sono cresciuto qua, sono arrivato nel 2015, mi sento un parmigiano».

 

(Mister Pecchia durante Parma-Cittadella – ©Foto: Lorenzo Cattani)

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