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Pecchia: «Cremonese, siamo cresciuti insieme. Una prova di forza»

Parma Calcio

Pecchia: «Cremonese, siamo cresciuti insieme. Una prova di forza»

Cremonese-Parma sarà il big match dell’ottava e soprattutto la partita dei tanti ex: Coda, Vazquez, Zanimacchia sulla sponda grigiorossa, Pecchia su quella crociata.

L’allenatore del Parma è tornato sui suoi trascorsi in grigiorosso, dove in 499 giorni raccolse 102 punti nelle sue 60 partite ufficiali. Un percorso culminato con la promozione in Serie A nel maggio 2022. Non sarà una partita come le altre, velatamente il tecnico di Formai lo ha ammesso nell’appuntamento in conferenza stampa, dove si è parlato anche del momento del Parma, della recente partita contro il Bari e dei temi legati alla partita dello “Zini”.

Queste le dichiarazioni raccolte per Sportparma dalla sala stampa di Collecchio dal giornalista Lorenzo Fava.

IL RITORNO DA EX «Sono felice di ritornare, di rivedere tante persone cui ho chiesto molto. Grande emozione, è una partita nella partita. Poi al fischio d’inizio finirà tutto».

PARMA AL 100% «Noi affrontiamo una squadra che è una big del campionato, è molto esperta, è totalmente diversa rispetto a quella che ho preso io. Per fare un paragone, era come un bambino che è cresciuto quando c’ero io. E ora ha tanto vissuto, ha giocatori che vengono dalla Serie A. Per noi è una vera e propria prova di forza. Quello che è stato ha un valore fino a un certo punto: sì, belle cose e risultati, ma non siamo neanche a un quinto del campionato, è troppo presto».

ČOLAK o BONNY «Abbiamo ancora qualche ora, abbiamo effettivamente un gruppo che è in buone condizioni. Le scelte che farò verranno fatto in base al tipo di gara e all’avversario: Čolak ha fatto una partita importante. Ha caratteristiche diverse da Bonny. La scelta terrà conto delle caratteristiche di chi giocherà vicino».

JUNIOR VS SENIOR «Siamo per certi versi filosofia agli antipodi. Toglie qualcosa, ma noi dobbiamo fare la nostra partita. Noi sul campo non dobbiamo snaturarci troppo».

IL TURNOVER«Mi piace poco la parola turnover. In maniera più diplomatica, è gestione delle risorse. Domani farò le scelte per questa partita. Terrò conto dell’energie fisiche e mentali».

DENTE AVVELENATO «Non ci sono ex avvelenati. Non trovo nulla di tutto ciò. Chi affronta una squadra nella quale ha lavorato sicuramente c’è maggiore attenzione e questo entrambi (Vazquez e Zanimacchia, ndr) credo l’avranno».

L’APPORTO DALLA PANCHINA «Stare fuori non è semplice, ma come sempre dico ai miei ragazzi l’importante non è la quantità del tempo giocato ma la qualità».

LA REAZIONE «Con la Samp è successa la stessa cosa. Al di là che le partite si possono vincere o pareggiare, io devo fare delle analisi più profonde: contro la Samp la voglia di reagire è stata premiata, con il Bari la reazione è stata più evidente».

CON I GIOVANI «La parola chiave con i giovani è fiducia. Fiducia, fiducia, fiducia. E poi ci vuole il tempo fisiologico di maturazione».

TITOLI DI TESTA PER CODA «Diciamo che i quattro centrali che ho sono ottimo colpitori di testa: Osorio, Circati, Balogh, anche lo stesso Delprato. Noi l’abbiamo subita soprattutto sulle palle inattive contro il Bari, ma è stata una nostra disattenzione più che una mancanza».

LA CREMO DI STROPPA «Stroppa ha avuto poco tempo per lavorare. Credo che seguirà anche quello che ha fatto al Monza, credo che la squadra giocherà in questo modo».

VAZQUEZ DIVISIVO «Franco mi ha dato tantissimo. Gli ho chiesto molto: l’ho fatto giocare da punta, da trequartista, da centrocampista. Mi ha dato tutto quello che poteva. Nel lavoro che ora stiamo facendo in campo c’è tanto di Franco. Tutto è divisivo, ma io di Franco posso solo parlare bene».

 

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