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Pecchia: «Identità chiara: voler essere protagonisti. Benek? Sempre meglio»

©Foto: SportParma

Pecchia: «Identità chiara: voler essere protagonisti. Benek? Sempre meglio»

Abbottonato, ma con il sorriso. Fabio Pecchia non ha sciolto le riserve dei giornalisti su infortuni e formazione in vista di Parma-Como, ma è sembrato molto sicuro della sua squadra.

Non ha regalato grandi titoli la conferenza stampa della vigilia dell’undicesima partita di campionato, in programma domani al “Tardini” (ore 14). Il tecnico di Formia non ha scoperto le sue carte né sulla situazione infortuni, con l’infermeria che sembra non svuotarsi nemmeno questa volta, né sulle anticipazioni relative all’undici di partenza anti Como (a testimonianza del fatto che qualche incertezza sulla formazione possa esserci). Ma ha fatto capire che i Crociati, dopo il ko di Bolzano, scenderanno in campo con il piano partita di sempre: voglia di giocare, essere protagonisti e creare occasioni da gol saranno il mantra del Parma di Pecchia, che si è detto anche pronto ad avere un “piano B”.

Ecco, di seguito, le parole dell’allenatore Fabio Pecchia, rilasciate durante l’odierna conferenza stampa, a cui eravamo presenti anche noi di SportParma.

SERENITÀ «Più che serenità, la parola chiave è continuità, quella del lavoro. Della partita col Südtirol ci portiamo dietro tante cose, ma dobbiamo fare di più. Como? Faccio fatica a capire i problemi altri… Ma è una squadra di qualità, con attaccanti di fisicità e assortiti bene. La squadra ha fatto anche dei buoni risultati; per noi sarà una partita molto molto diversa rispetto a quella precedente.»

GLI INFORTUNI «Succedono e quando succedono capitano tutti nello stesso reparto. Dobbiamo studiarli, ma senza farci troppo coinvolgere dall’evento negativo. Noi dobbiamo pensare a scendere in campo, mi interessa quelli che ci sono che dovranno avere voglia di fare la partita e avere fiducia nel lavoro. Bisogna insistere e raccogliere, perché per come lavorano tutti. Concentriamoci su chi scenderà in campo.
Ho fiducia nel lavoro che fanno i ragazzi, perché vedo come lavorano. Sono convinto che chi scenderà in campo farà una grandissima prestazione. Li vedo in continuo miglioramento. Saremo davanti ai nostri tifosi, a fare la prestazione e a tirarci il pubblico dalla nostra parte. Senza troppi calcoli di chi manca: diretti all’obiettivo».

PARMA-COMO VENT’ANNI FA «Di quella partita (in serie A 2002/2003, ndr) porto a dietro che prima giocavo e ora alleno (ride, ndr)… Sono due mondi diversi, non saprei fare paragoni, perché sono cambiate tante cose. C’è una continua evoluzione, anche nel modo di stare insieme. Sicuramente prima le squadre erano più riconoscibili: prima, c’era un gruppo storico e più identità. Ora è tutto in continua evoluzione. Prima c’erano i tre stranieri, ora c’è un’apertura totale, c’è un’internazionalizzazione delle squadre».

IDENTITÀ «L’identità della mia squadra è quella di voler essere protagonista della partita, anche commettendo degli errori, ma deve essere chiara e netta. Io vedo convinzione nel voler fare le cose con intensità e voglia di essere aggressivi, di cercare il gol e creare opportunità. Il “piano B” dipenderà dal tipo di partita che si svilupperà, ma di partenza ci dev’essere sempre lo stesso tipo di atteggiamento».

BENEDYCZAK CENTRAVANTI? «Benek sempre meglio, l’ho visto bene in Coppa. Mi era piaciuto da esterno in grado di attaccare l’area. Per me non c’è grossa differenza. Da attaccante centrale? È una soluzione. Non cambia la posizione da dove attacca, ma conta il suo spirito, quello che sta mostrando. Vedo un continuo miglioramento anche sotto l’aspetto fisico».

LE FILOSOFIE DEL CALCIO «Il Südtirol ha il suo stile, quindi per me grande rispetto per loro; eravamo molto vicini a scardinare la loro difesa. Le soluzioni per questo tipo di partite possono essere: palla inattiva e forzare le giocate in velocità negli ultimi trenta metri. Ci sono state delle partite in cui abbiamo costretto gli avversari a difendere, come a Pisa, in cui noi siamo stati bravi a tenere gli avversari nella loro metà campo».

SOLIDARIETÀ A PABLO MARÌ «E’ una cosa che ci tocca da vicino, per il nostro ambiente. Poteva essere una strage quello che è successo a Milano, dove è morta una persona. C’è la vicinanza da parte del Club, dello staff tecnico, dei calciatori. Ci sentiamo di mandare un abbraccio alla famiglia della vittima e a Pablo Marì che ha rischiato tanto. Vogliamo far sentire la nostra vicinanza a tutti coloro che sono stati coinvolti, è un messaggio che ci sentiamo di rivolgere da parte di tutto il Club e di tutto il Parma Calcio. In più una coincidenza è stata che la persona che ha fermato l’aggressore è stato un mio ex compagno di squadra, Massimo Tarantino».

 

(Mister Fabio Pecchia nell’odierna conferenza stampa – ©Foto: SportParma)

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