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PECCHIA: «La sofferenza farà parte del nostro bagaglio»

©Foto: Lorenzo Cattani

PECCHIA: «La sofferenza farà parte del nostro bagaglio»

Il post partita di Parma-Frosinone nelle parole di Franco Vazquez e dell’allenatore del Parma Fabio Pecchia. Nessuna dichiarazione da parte dei tesserati ciociari.

Ecco le dichiarazioni a caldo raccolte dalla sala stampa dell’Ennio Tardini.

VAZQUEZ: «Dobbiamo essere forti qua in casa, era importante fare i tre unti. Abbiamo sofferto, ma siamo contenti per la vittoria. Nelle prime partite ho preso un palo e una traversa, non sono preoccupato per il gol che manca. L’importante è vincere. Non interessa chi fa gol. Con Ascoli e con oggi ci siamo messi sulla strada giusta, dobbiamo diventare più squadra: in certi momenti non siamo furbi. Ma siamo sulla strada giusta.
Siamo più aggressivi, compatti rispetto all’anno scorso; siamo cresciuti, ma ancora ci manca tanto. Sappiamo che c’è da soffrire in tutte le partite. Il rigore di Tutino? Gennaro se la sentiva, era sicuro e gliel’ho lasciato senza problema.
Non sono preoccupato per il gol, arriverà. Sul secondo rigore avevo parlato con Robbi (Inglese, ndr) e anche quello l’ho lasciata a Denni (Man, ndr) senza problemi.
Parlavo delle infrastrutture, di come lavora la gente dentro: sappiamo di essere in un campionato difficile, dobbiamo crescere molto per arrivare in Serie A. Ovviamente, la mentalità è quella di giocare partita per partite e arrivare a fare più punti possibili».

PECCHIA: «Sono tre punti in più, una vittoria in più. In un cammino così lungo passi anche a attraverso questo tipo di prestazioni. La loro traversa nel finale poteva rompere ancora la gara. Si può vincere in tanti modi: oggi l’abbiamo fatto non in una partita bella da parte nostra. Complimenti ai ragazzi, hanno saputo fare il lavoro sporco.
Questa è la dimostrazione che la Serie B è un campionato aperto a tutto. La sofferenza farà parte del nostro bagaglio: per vincere dobbiamo fare anche con qualità – ma questo l’avevamo già dimostrato – e anche il lavoro sporco.
Ci sono state situazioni dove dovevamo chiudere la partita. Abbiamo avuto tra ripartenze in campo aperto. Poi è chiaro che una squadra che non ha più nulla da perdere e porta 8-9 giocatori sopra la linea della palla si può andare in apprensione.
Vittoria che fa crescere il gruppo? Il messaggio è quello. Sono contento perché anche nel finale, con un recupero, che sembrava non finisse mai, hanno gioito tutti.
Il Frosinone è una squadra molto verticale e ha creato probabilmente un po’ di più. A livello di opportunità create noi un po’ meno bene del solito.
Rigori? Ero innervosito da altri episodi. Sul secondo mi stavo lamentando per il mancato secondo giallo a Frabotta, poi però mi hanno spiegato che non era punibile; sul primo rigore per me non importa chi lo batte. Sono tutti rigoristi. E apprezzo chi se la sente di tirarli.
Dionisi è un arbitro che lascia correre di solito. Oggi molto a singhiozzo. L’espulsione di Hainaut è stata gestita diversamente rispetto al fallo di Mazzitelli. E lì ho preso l’ammonizione io.
Gigi (Buffon, ndr) ha tenuto e nel finale abbiamo dovuto fare il cambio. Camara non si sentiva bene, ma la sostituzione al 45′ è una costante che vorrò sfruttare».

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