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Parma: FIGC indaga sul match con lo Spezia. Leggerezza scambiata per tentato illecito?

Parma: FIGC indaga sul match con lo Spezia. Leggerezza scambiata per tentato illecito?

Ogni anno, è il caso di dirlo, sul Parma Calcio si addensano nubi che minano il buon umore e i nervi dei tifosi e dell’ambiente crociato peraltro senza alcun riscontro sulla realtà dei fatti. Non possono essere dimenticate le polemiche dopo la semifinale playoff di LegaPro con il Pordenone (presunto mani di Baraye invocato dai friulani) o i veleni dopo la clamorosa sconfitta contro l’Ancona cui seguì un’inchiesta poi finita in un nulla di fatto con l’archiviazione. Quest’anno al centro delle preoccupazioni dei supporters gialloblù l’ultima partita di campionato, giocata e vinta a La Spezia lo scorso 18 maggio. La sfida che (con il contemporaneo pari di Frosinone e Foggia) ha sancito la promozione diretta e la grande festa di cui ancora si odono gli echi.

È di ieri sera infatti l’anticipazione shock di SportItalia, che poi è stata parzialmente approfondita in mattinata dai principali quotidiani sportivi italiani, di un’inchiesta avviata dalla FIGC in merito ad un’ipotesi di illecito in quest’ultima partita. Secondo le indiscrezioni filtrate dal palazzo della procura federale l’indagine sarebbe scattata in seguito ad uno o più sms che alcuni giocatori del Parma avrebbero inviato prima della partita a giocatori dello Spezia e che potrebbero (il condizionale è d’obbligo) configurare un “tentativo di illecito sportivo”.

L’inchiesta è certamente un atto dovuto, anche perchè secondo le notizie trapelate il tutto è partito da una denuncia dei giocatori e dirigenti dello Spezia che, anche per evitare di incappare nell’ipotesi di “omessa denuncia”, hanno evitato di rispondere al messaggio e hanno provveduto a comunicare l’accaduto alla procura. Dopo i giocatori dello Spezia, ieri sono stati ascoltati gli autori dei due sms incriminati (pare siano Ceravolo e Calaiò) per cercare di chiarire la propria posizione in questa vicenda che mette a rischio l’intera stagione. Se non per le conseguenze disciplinari, certamente per una questione di immagine.

Pur non essendo nostra prassi attendere nella pubblicazione di notizie di tale portata (è confermata l’audizione di Calaiò e Ceravolo presso la procura) soprattutto nell’interesse dei nostri lettori, in questo caso abbiamo volontariamente posticipato la pubblicazione dell’articolo in attesa di reazioni pubbliche da parte della società ducale alla luce dei dubbi che guardando alle indiscrezioni diffuse sono immediatamente sorti.
Per dovere di cronaca, come già successo con l’Ancona, abbiamo ritenuto opportuno riportare la notizia dopo aver cercato riscontri e verificato le fonti a nostra disposizione ma in tutta onestà è soprattutto un punto che lascia perplessi e una domanda ci ronza nella testa: nel 2018, quale individuo dotato di buon senso utilizzerebbe un mezzo facilmente tracciabile (e memorizzabile) come un sms o un messaggio whatsapp (e consimili) per organizzare una combine? Soprattutto memori di eventi già saliti all’onore delle cronache.

Alla luce delle notizie che si susseguono, sembra più plausibile l’estrema, assurda e imperdonabile leggerezza dei due giocatori che non hanno valutato le conseguenze derivanti da poche righe di testo, magari inviate con lo scopo di “distrarre” l’avversario o addirittura goliardico.

E il comunicato ufficiale del Parma del Parma Calcio 1913, arrivato alle 12.30 sembra confermare questa ipotesi, in particolare la società precisa: “I calciatori Emanuele Calaiò e Fabio Ceravolo sono stati ascoltati ieri pomeriggio a Roma dalla Procura Federale. A entrambi è stato semplicemente chiesto conto di due messaggi di testo, inviati a loro ex compagni di squadra in forza allo Spezia nei giorni precedenti la gara. Il tenore dei testi di cui il Parma ha potuto prendere visione nelle ultime ore […] non contiene alcun tipo di irregolarità o malizia, come già chiarito dai nostri tesserati e come siamo certi verrà accertato anche dagli organi preposti”. La società conferma inoltre la disponibilità dei propri tesserati (che non rilasceranno dichiarazioni in merito fino a fine indagine) ad ulteriori accertamenti presso gli organi preposti.

Per i tifosi non resta quindi che confidare nell’ipotesi della “ragazzata” che porti all’archiviazione rapida. Certamente l’esito delle indagini dovrà essere reso noto dalla procura entro l’inizio della prossima Serie A e speriamo anche prima per non minare la preparazione del campionato.

 

Francesco Lia
Direttore SportParma

 

 

 

Riportiamo seguito il testo integrale del Comunicato Ufficiale del Parma Calcio 1913:

Il Parma Calcio 1913, con riferimento alle notizie di stampa apparse nelle ultime ore riguardanti l’apertura da parte della Procura Federale di un’indagine inerente alla gara valida per l’ultima giornata del campionato di Serie B 2017/18 contro lo Spezia, desidera precisare quanto segue:

i calciatori Emanuele Calaiò e Fabio Ceravolo sono stati ascoltati ieri pomeriggio a Roma dalla Procura Federale. A entrambi è stato semplicemente chiesto conto di due messaggi di testo, inviati a loro ex compagni di squadra in forza allo Spezia nei giorni precedenti la gara. Il tenore dei testi di cui il Parma ha potuto prendere visione nelle ultime ore – e che non riportiamo esclusivamente per rispetto del lavoro degli organi che hanno il compito di approfondire l’accaduto – non contiene alcun tipo di irregolarità o malizia, come già chiarito dai nostri tesserati e come siamo certi verrà accertato anche dagli organi preposti.

Chi ha il compito di vigilare sulla correttezza di un campionato ha il diritto e il dovere di effettuare ogni tipo di verifica venga ritenuta necessaria. Per questa ragione ogni dirigente, tesserato o dipendente del Parma Calcio 1913 è a totale disposizione degli organi competenti qualora manifestassero la volontà di approfondire ogni aspetto che possa essere ritenuto utile.

– Allo stesso tempo però non possiamo non stigmatizzare la diffusione alla stampa di contenuti dettagliati di un’indagine che, essendo in corso, non permette a chi è chiamato in causa di rispondere in maniera adeguata proprio per evitare di intaccare il lavoro degli organi preposti. In ossequio alle normative infatti, nessun tesserato o dirigente del Parma Calcio 1913 – anche se a malincuore – rilascerà dichiarazioni sino alla conclusione delle indagini.

– A tal proposito, dopo i fiumi di inchiostro dedicati alle infamanti accuse relative a Parma-Ancona, purtroppo non cancellati dall’archiviazione del procedimento, e dopo ogni sforzo fatto per non replicare alle irresponsabili e reiterate dichiarazioni da parte di addetti ai lavori, relative a presunti episodi arbitrali, il Parma Calcio 1913 ha già dato mandato ai propri legali di intervenire nella maniera più dura possibile contro chiunque continui ad infangare con illazioni o allusioni sui diversi mezzi di comunicazione il suo nome, il suo lavoro o i risultati ottenuti.

– In ultima istanza il Parma Calcio 1913 desidera rassicurare e tranquillizzare con forza i propri tifosi e nutre la massima fiducia sul fatto che quest’indagine certificherà ulteriormente come la terza promozione consecutiva – come le due precedenti – altro non è stata che un fantastico traguardo raggiunto grazie al lavoro, al sacrificio e all’esemplare correttezza della società e dei suoi tesserati.

 

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