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Scala: “Siamo dispiaciuti e tutti responsabili”. Minotti: “Sono convinto delle scelte fatte”. Galassi: “Bisogna avere pazienza e fiducia”

Scala: “Siamo dispiaciuti e tutti responsabili”. Minotti: “Sono convinto delle scelte fatte”. Galassi: “Bisogna avere pazienza e fiducia”

“Siamo tutti responsabili di questa situazione”. Parole e musica firmate Nevio Scala. Il presidente crociato ha aperto la conferenza stampa di oggi a Collecchio, al suo fianco il Dt Minotti e il Ds Galassi. Parole necessarie dopo le polemiche e i fischi post Feralpisalò, che hanno allarmato un’intera piazza e messo a nudo i difetti della squadra guidato da Apolloni. Il tecnico non è in discussione.

SCALA: “Abbiamo voluto questo incontro, perché mi arrivano messaggi abbastanza antipatici riguardanti il nostro lavoro, la nostra società e la nostra squadra. Questo non mi va bene. Io accetto le critiche. Io ho scelto la mia squadra. Io sono responsabile di questa scelta. Nessuno di noi ha mai pensato di mettere in discussione qualcuno. Siamo un gruppo, una squadra: nel momento in cui le cose non vanno bene, siamo tutti responsabili. A cominciare dal sottoscritto. Siamo presenti costantemente, in campo e fuori. Non c’è nessun caso. Siamo dispiaciuti per la sconfitta di lunedì. La nostra voglia, però, non cambia. Tutti i giorni, prima e dopo l’allenamento, valutiamo quanto stiamo facendo. Vogliamo portare questa squadra ai livelli che la città desidera avere. Non capisco perché si deve mettere in discussione un tecnico che ha ottenuto questi risultati. Gigi non ha bisogno di essere difeso. Apolloni è il nostro allenatore. Gigi sta lavorando con una capacità invidiabile. Ha fatto qualcosa che resterà scritta negli annali di tutto il mondo: un mister che non perde neanche una partita, credo vada davvero apprezzato. Siamo noi tutti responsabili. Sono io responsabile di quanto la squadra andrà a fare da qui alla fine.
Stasera siamo stati invitati a cena da Paolo Pizzarotti, uno di loro, perché abbiamo il dovere di incontrarci mensilmente e di informarli delle cose che stiamo facendo. Questo credo sia un privilegio di pochi. Alla squadra abbiamo detto che abbiamo il dovere di credere di più in noi stessi, di migliorare di più in alcune cose. Ho fatto un discorso più psicologico che tecnico. Alcuni giocatori mi hanno anche ringraziato per il discorso. A volte si ha bisogno di sentire, non solo le critiche, ma anche un apporto morale positivo. . Ci manca ancora qualcosa, ma il campionato è iniziato da poco. Dobbiamo continuare a lavorare, i risultati arriveranno. Apolloni non ha bisogno di essere difeso, perché non ci è mai passato per l’anticamera del cervello di metterlo in discussione. Nessuno individualmente verrà messo in discussione. All’inizio dell’anno scorso abbiamo detto che vogliamo fare un calcio diverso dagli altri. Se mettessimo in discussione l’allenatore o il responsabile dell’area tecnica alla prima difficoltà, cadremmo nel banale comportamento del mondo del calcio. Noi siamo diversi per questo motivo. Sono io il primo a mettermi in discussione. Stamattina ho parlato con Lucarelli, mi ha detto che quando si perde non si sta bene. Io gli ho risposto che le sconfitte aiutano a crescere e che, come squadra, devono convincersi del fatto che sono la squadra più forte del campionato”.

MINOTTI: “Questa è una squadra nuova e abbiamo pressioni importanti. Ci è stato dato un mandato, vincere il campionato. Per questo obiettivo dobbiamo lavorare, crescere e costruire un gruppo. Le prestazioni sono state alterne. All’inizio abbiamo avuto problemi di condizione atletica e abbiamo sofferto dal punto di vista tecnico. Successivamente abbiamo cercato gli equilibri sotto il profilo tattico. Poi, c’è stata l’ultima sconfitta, in cui, secondo me, la squadra è mancata come approccio. Una situazione che non era mai successa. Con il Venezia abbiamo perso per ingenuità. L’altra sera è stato un passaggio a vuoto. Ci abbiamo messo del nostro. Non dobbiamo vergognarci di dire che a volte si incontrano squadre che sono nella serata giusta. La squadra non è presuntuosa, ma l’altra sera è mancata sotto il profilo dell’atteggiamento.
Troviamo squadre come Bassano, Pordenone e Feralpi, che non hanno valori eccelsi, ma hanno un’organizzazione che deriva da un lavoro pluriennale. La Samb e il Gubbio stanno volando sulle ali dell’entusiasmo, un po’ come stanno facendo in B Benevento e Cittadella. I cavalli vincenti, però, si vedono alla fine. Sono convinto delle scelte che abbiamo fatto. Anch’io speravo di iniziare in maniera migliore, ma quando vengo qui, quotidianamente, e vedo questa squadra lavorare, sono fiducioso. Non sarà facile arrivare primi in carrozza, ma ce la giocheremo. La nostra intenzione è di tesserare Agostinho Cà. Dobbiamo fare solo alcune verifiche, perché è insorta una nuova situazione. Il Barcellona potrebbe vantare dei diritti di formazione”.

GALASSI: “Ritengo che questa squadra non abbia ancora espresso appieno il proprio potenziale. Molti giocatori hanno margini importanti. Abbiamo scelto di costruire una squadra compatta. La piazza richiedeva giocatori esperti e di personalità. L’inserimento di tanti giocatori nuovi comporta di dare il tempo alla squadra di avere una propria fisionomia. Bisogna avere pazienza e fiducia. Credo che questa squadra farà quello che deve fare. Per ciò che concerne il mercato, noi riteniamo che l’organico che sia già sufficiente. Non sarà un giocatore a stravolgere questa squadra, che è già competitiva così com’è. Si potranno aggiungere uno o due giocatori. Vedremo. Se a gennaio riterremo che saranno necessari rinforzi, allora interverremo. Non creiamo, ora, alibi dicendo che ci mancano delle pedine, perché non è così. Qui ci sono giocatori che l’anno scorso hanno fatto la B.
Questo tipo di progetto ha bisogno di tempo. Ci sono segnali incoraggianti. Quello che mi dispiace è vedere questo isterismo collettivo. Non possiamo buttare tutto quanto di buono abbiamo fatto in questo anno. Non esistono squadre perfette. Dateci tempo, ci vuole un pochino di più di pazienza e buonsenso nelle valutazioni”.

(Foto Parma Calcio 1913)

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