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Il Gede Risponde

IL GEDE: “Al Parma serve un attaccante, Matri è il nome giusto”

IL GEDE: “Al Parma serve un attaccante, Matri è il nome giusto”

Come ogni lunedì torna l’appuntamento con “Il Gede risponde” la rubrica di Sportparma firmata dall’ex allenatore crociato Pietro Gedeone Carmignani. Sotto la lente di ingrandimento il pareggio tra Parma e Cesena e l’intera giornata di serie A.

Il bunker del Cesena ha retto fino alla fine. Per il Parma solo rimpianti?
“Ognuno adotta la strategia che ritiene più opportuna. Il Cesena ha un trittico di partite importante, quindi per loro era fondamentale non perdere. Hanno concesso poco, ma il vero problema è che al Parma manca una punta centrale. Non possono sempre segnare solo gli esterni o i difensori. Quando le squadre si chiudono è difficile giocare. Anche l’Inter a Napoli e a Torino con la Juve si è difesa e basta. Partite così si risolvono con un episodio, un calcio da fermo. Ma se manca un uomo da area di rigore diventa dura”.

Il mercato di gennaio potrebbe risolvere il problema attaccante?
“E’ probabile che si debba intervenire sul mercato, anche se a breve dovrebbe tornare Calaiò. Leggo di Matri; è il nome migliore, ma dopo il gol di ieri a Marassi contro la Sampdoria penso sia diventato molto difficile che lasci Sassuolo. Per il Parma sarebbe il massimo, in tutti i sensi. Gioca poco, ma quando entra è risolutivo. Credo che Iachini non lascerà andare, anche se è in scadenza”.

Vincono Palermo e Bari, la classifica cambia poco…
“E’ un continuo ripetersi, sono diverse le squadre che possono ambire alla promozione diretta. Il Parma è lì”.

Giovedì si va a Bari. E’ un big match che vale doppio?
“Spero sia una bella partita, ma il risultato finale non pregiudicherà il cammino di nessuna delle due squadre. E’ naturale che se giochi bene e fai punti acquisirai grande fiducia per il prosieguo del campionato”.

Passiamo alla serie A: una giornata, la 17a, ricca di contenuti, in testa e in basso. Da dove partiamo?
“Una giornata intensa: ribaltamento in testa alla classifica, le squadre che ambiscono per l’Europa League hanno perso quasi tutte (o pareggiato) e in fondo alla classifica le inseguitrici accorciano, vedi Sassuolo, Crotone, Spal e Verona. Il Benevento, invece, è tagliato fuori”.

La grande sorpresa è la sconfitta dell’Inter?
“Non se l’aspettava nessuno, ma può succedere, in fondo l’Udinese era ben messa in campo, Oddo è stato bravo a riorganizzare la squadra. Ha legittimato la vittoria nel secondo tempo con una grande prestazione da squadra. L’Inter aveva chiuso il primo tempo con tante occasioni, secondo me c’è stato qualche problema fisico e psicologico, perché c’era l’ansia da prestazione. E poi Spalletti parla troppo. E’ un ambiente sempre in tensione”.

La Juventus comincia a fare paura?
“La Juventus sta inserendo intelligentemente i suoi acquisti estivi e i risultati si vedono. Allegri ha allargato la sua rosa, in attesa che Dybala torni quello di prima. Ha dominato sin dall’inizio, ha dimostrato autorità e sicurezza. Non prende gol da 6 partite. Eppur il Bologna non aveva giocato male”.

Il Napoli si riprende la vetta della classifica…
“Il Napoli ha già risolto la crisi, sia per quanto riguarda la classifica che la prestazione. Hanno inciso alcuni errori tattici difensivi del Torino, atteggiamento troppo spregiudicato. Ma il Napoli è tornato a giocare in profondità, spaccando le partite con i calci da fermo”.

Chi invece non brilla è la Roma, ma alla fine porta a casa ugualmente i tre punti…
“La Roma stava perdendo una grossa occasione. E’ riuscita a risolvere la partita al 95’, il calcio è così. Certo che la Var lascia sempre con il fiato sospeso… Partita molto difficile, Roma a ritmi bassi, il Cagliari avrebbe meritato il pareggio”.

Psicodramma Milan, ma come è possibile? Cosa può fare Gattuso?
Gira tutto male. Il Milan aveva iniziato bene, con possesso palla, dall’altra parte c’era un Verona che mordeva le caviglie. Come al solito quando il Milan va sotto non riesce a venirne fuori. Non è una scusante. Ha fatto 25 tiri e subiti 3. C’è qualcosa che non quadra. Il Milan gioca un calcio fragile. Era uscito dal mercato con valutazioni molto alte, non credo che questi giocatori siano dimessi. Qualcosa c’è, non è bastato cambiare allenatore e staff. Non si può andare in campo e giocare benino. Gattuso? Un conto è parlare ai microfoni, un conto è parlare in uno spogliatoio. Probabilmente negli spogliatoi bisogna rivolgersi ai giocatori in altro modo. Chi non lotta deve essere escluso. Oggi le partite si perdono per una virgola o un punto, figurati se giochi senza grinta e determinazione. Bisogna sapere tirare fuori dai giocatori la rabbia che hanno dentro. Tutti attaccano Fassone e Mirabelli, ma devo essere sincero: per me hanno fatto acquisti importanti. Il problema non è il mercato”.

Atalanta-Lazio, un inno al calcio spettacolo?
“Partita stupenda tra due squadre organizzate e sincronizzate, dove ognuno si muove in funzione degli altri. Partita ricca di gol ed emozioni. Il pareggio non premia come dovrebbe entrambe le squadre, ma la sconfitta sarebbe stata ingiusta”.

Prima vittoria per Zenga a Crotone…
“Zenga ha dato uno scossone in fondo alla classifica. Il Crotone ha costruito la vittoria con un ottimo primo tempo. Tardiva la reazione del Chievo. E’ un buon inizio per Zenga. Nella lotta alla salvezza importantissima vittoria (meritata) anche del Sassuolo a Marassi contro una Sampdoria che continua il periodo di involuzione. Mi sembra che Iachini abbia trasformato il Sassuolo.
Dispiace vedere il Benevento che cerca sempre il risultato con tutte le proprie forze. Forse questa era l’ultima occasione. E’ mancato in fase difensiva e la Spal l’ha punito”.

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