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Il Gede Risponde

IL GEDE: «Brutta sconfitta, il Parma deve cambiare mentalità»

IL GEDE: «Brutta sconfitta, il Parma deve cambiare mentalità»

Nel giorno del suo compleanno, il 73esimo, torna l’appuntamento con la storica rubrica di Sportparma “Il Gede risponde”. Analisi e commenti del lunedì firmati dall’ex tecnico crociato Pietro Gedeone Carmignani.

Innanzitutto auguri di buon compleanno dalla redazione di Sportparma…
“Grazie a tutti”.

Il Parma parte con il piede sbagliato, Cosa non ha funzionato a Cremona?
“Una brutta sconfitta, non tanto per il bottino finale (zero punti), quanto per come la squadra ha interpretato la partita. Si può perdere a Cremona, certo, ma bisognava giocare con uno spirito diverso. Meglio il primo tempo, seppur con rare occasioni da gol. Nella ripresa ho visto una Cremonese più determinata e cattiva, ha fatto di più per vincere. E’ una confitta che nessuno si aspettava, purtroppo non c’è stata la possibilità di reagire”.

Dispiace anche per i tanti tifosi al seguito…
“Certo, allo Zini c’erano tanti tifosi gialloblù, questi sono anche gli effetti del mercato. Ma, come ha detto D’Aversa nel post partita, con i grandi nomi non si vince niente. Poi è chiaro che i nuovi arrivati, vedi Ciciretti e Gazzola, hanno portano maggiore qualità nella rosa a disposizione dell’allenatore”.

Come risolvere il problema gol?
“Calaiò e Ceravolo rientravano da infortuni pesanti, bisogna avere pazienza… e poi bisogna vedere se arriva un altro attaccante. A prescindere da questo non si può fare una prestazione del genere. Il Parma punta alla serie A, deve cambiare mentalità. Sabato ho visto un Parma troppo guardingo”.

La classifica comincia ad allungarsi. Bisogna preoccuparsi?
“Purtroppo le altre non stanno a guardare, vedi Frosinone e Palermo. E’ un campionato in cui devi stare attento, con due vittorie di fila sei in testa, con due sconfitte sei fuori dai playoff. Sette punti di distacco dalle prime in classifica sono un po’ tanti, ma c’è il tempo per recuperare”.

Passiamo alla serie A: in attesa del posticipo di questa sera (Juve-Genoa) è stata una giornata pro Napoli?
“Il Napoli ha vinto su un campo difficile (Bergamo) contro un avversario che ha sempre sofferto in passato. Ha legittimato la vittoria con un ottimo secondo tempo, a differenza del primo, opaco e con poco gioco. Il gol di Mertens è uno dei soliti schemi di Sarri. Non credo che la Juventus, stasera con il Genoa, senta la pressione della vittoria di ieri dei partenopei. Il Napoli continua a vincere, di più non può fare. Ma non regalerà niente alla Juve”.

Dietro a Napoli e Juve è spuntata la Lazio. Sorpreso?
“No. La Lazio è una squadra compatta, che gioca in maniera armoniosa, che trova con facilità la via del gol. Una squadra miscelata con la bravura tattica del suo allenatore. La classifica parla da sola.
Il Chievo non sa più vincere, 2 punti nelle ultime 7 partite. Sta scivolando pericolosamente verso il basso. Ha perso concretezza. In questo momento la Lazio è la favorita per il terzo posto, tra l’altro ha una partita da recuperare”.

Il pareggio tra Inter e Roma, il bicchiere è mezzo vuoto per entrambe?
“Entrambe avevano come obiettivo la vittoria, per il terzo posto. L’Inter si è fermata, anche se ha fatto un buon secondo tempo. Nel primo correva sempre verso il proprio portiere, messa in difficoltà dalle ripartenze della Roma che ha meritato il vantaggio. Poi nella ripresa la Roma si è abbassata, le sostituzioni di Dzeko ed El Shaarawy hanno abbassato la squadra e concesso campo all’Inter”.

L’altra sorpresa è la Sampdoria, sesta in classifica?
“La Sampdoria è tornata alla vittoria dopo un periodo poco felice. Si è ritrovata, ma ciò è dovuto anche alla grande prestazione di Quagliarella. Quando hai uno così è facile vincere le partite”.

E’ iniziata veramente la risalita del Milan?
“In questo momento il Milan interpreta lo spirito di Gattuso, una squadra che si affida molto all’agonismo e al carattere. Poi ha dei singoli che possono vincere le partite da soli. Non aveva mai vinto in rimonta. Sono segnali positivi. Il Cagliari non ha niente da rimproverarsi, ha fatto un’ottima prestazione. Il Milan è in crescita e può solo migliorare”.

Nella lotta per non retrocedere spicca il colpaccio del Crotone a Verona…
“Bravissimo Zenga a inserire i nuovi acquisti. Vittoria pesante quella del Crotone, che dà molta fiducia. Tra l’altro in uno scontro diretto. A Verona si discute nuovamente della panchina di Pecchia. Credo che questo tira e molla non sia positivo per nessuno. Il Verona ha pagato gli errori individuali. Anche il Sassuolo è in crescita: con Iachini è diventata una squadra solida, fisica, che corre e lotta. Se torna al gol anche Berardi è ben augurante. Il Torino ha fatto una buona prova, ma per fare entrare le idee del nuovo allenatore nella resta dei giocatori ci vuole tempo”.

Cosa pensa della scelta di Verdi di rifiutare il Napoli e rimanere a Bologna?
“Si parla molto della scelta di Verdi, io credo che dietro ci sia un’altra società per giugno. Francamente rinunciare ad una società che lotta per il vertice come il Napoli non è da giocatore di calcio. Credo che dietro questa decisione ci sia dell’altro”.

 

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