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Il Gede Risponde

IL GEDE: «Grinta e corsa; un buon Parma. Ora serve un filotto di vittorie»

IL GEDE: «Grinta e corsa; un buon Parma. Ora serve un filotto di vittorie»

Torna uno degli appuntamenti settimanali più attesi dai lettori Sportparma, “Il Gede risponde”. Analisi e commenti sull’ultima vittoria del Parma contro il Novara e l’intera giornata di serie A. La firma inconfondibile è quella di mister Pietro Gedeone Carmignani.

Il Parma batte 3-0 il Novara. E’ tutto oro che luccica?
“Sulla partita hanno inciso il rigore, l’espulsione di Mantovani e il gol casuale dell’1-0. Situazioni favorevoli, altre volte saranno sfavorevoli, al di là dei giudizi sull’operato dell’arbitro. Comunque, è stata la partita del riscatto, perché oltre al risultato, che vale il quarto posto, c’è stata una prestazione grintosa e determinata; il Parma ha giocato a ritmi alti”.

Ha ragione D’Aversa quando dice che i campionati si vincono con le migliori difese?
“Ha ragione, ma i gol devi anche farli. I tre punti valgono di più di un pareggio. In serie A quando ho allenato io, con un punto a partita retrocedevi in B. Ti salvavi con 42 o 43 punti. Sono d’accordo sulla difese forti, ma c’è da dire che il Frosinone e l’Empoli, cioè la prima e la terza in classifica, di gol ne hanno incassati e segnati tanti”.

Calaiò, gol e dichiarazioni post partita (“Resto qui”). E’ giusto tenerlo o venderlo?
“E’ un bene che il Parma si tenga Calaiò. Ma ora bisogna fare dei conti, perché la sua non cessione porta un mancato guadagno o risparmio. La rosa va sfoltita ancora. Quando hai più di 22 giocatori, quando ti alleni sul campo non puoi utilizzarne più di 11 contro 11. Quindi sei costretti a mandare dei professionisti ad allenarsi su un altro campo. E’ mortificante per i giocatori e anche per l’allenatore”.

Sabato si va a Brescia, squadra in grossa difficoltà. Considerando che le prime della classe non si fermano, il Parma deve pensare solo a vincere…
“Il Parma deve fare un filotto di vittorie se vuole continuare a sperare nelle prime due posizioni. Davanti vanno forte. Il Brescia ha cambiato allenatore e avrà motivazioni nuove. Il Parma ha le qualità per vincere, la rosa è superiore. Poi ci sono quelle situazioni particolari, il palo, un fuorigioco, la fortuna, l’arbitro… che possono determinare una partita. L’importante è fare una prestazione superiore all’avversario, perché 9 volte su 10 vinci”.

Andiamo in serie A: Napoli e Juve vincono e convincono?
“Non ho visto il solito Napoli, ma è una squadra molto determinata. Poi può aver avuto qualche circostanza favorevole (vedi il rigore), ma se si discute sempre degli arbitri non si finisce più. Per combattere con la Juve, la squadra di Sarri deve trovare la miglior condizione fisica.
Anche la Juve non sembra essere nella condizione migliore, ieri sembrava imballata. Le espulsioni hanno cambiato la partita. Assurdo il comportamento dei due giocatori del Chievo. 11 contro 9 era imbarazzante. Per il Chievo è un segnale non bello. Dopo la pausa bisogna vedere quanti carichi di lavoro hanno fatto…”.

Il Milan comincia a girare per il verso giusto, oppure ieri, contro la Lazio (2-1), c’è stata solo una buona dose di fortuna?
“La Lazio ha dimostrato ancora una volta di essere una grande squadra, con un gioco eccellente; anche quando subisce riesce a reagire subito. Passa velocemente dalla fase difensiva a quella offensiva. Ha incontrato il miglior Milan della stagione, che ha prodotto gioco e idee, soprattutto nel primo tempo. Nella ripresa si è difeso molto bene. La verità è che nel Milan sono cresciuti quei giocatori che fino ad oggi avevano un po’ deluso, vedi Bonucci e Calhanoglu. Il gol di Cutrone mi fa ridere perché nessuno si è accorto di nulla. M non c’è stata volontarietà da parte del giocatore”.

Inter e Roma non riescono ad uscire dal tunnel. Perché?
“Spalletti sta facendo quello che ha fatto Pioli lo scorso anno. E’ la storia recente dell’Inter. Spalletti reclama sempre acquisti. Quest’anno ha giocatori che Pioli non aveva. Il punto è che ora l’Inter pareggia partite che prima vinceva sul filo del rasoio. E’ evidente che il gioco dell’Inter ieri era troppo prevedibile: cross per l’inzuccata di Icardi. Ma a lungo andare, gli avversari ti studiano e ti limitano. L’Inter non ha un gioco alternativo. Il gioco dell’Inter è semplice e prevedibile.
Per me la Roma ha un problema psicologico. Nel momento in cui si è accorta di non riuscire a stare al passo con le prime in classifica, ha avuto dei problemi. Non è un caso. E poi c’è il mercato: ieri Dzeko sembrava l’ombra di se stesso. Bravi i due portieri, la Samp ha giocato a ritmi altissimi”.

La Sampdoria può considerarsi una pretendente alla Champions League?
“E’ un’esagerazione, ma può giocarsela, perché no”.

Sta risalendo anche l’Atalanta di Gasperini…
“L’Atalanta impone sempre il suo calcio in maniera autoritaria, arrivando con facilità al gol, con più giocatori. E’ una grande realtà del nostro calcio. Hanno idee, entusiasmo e qualità tecniche. Grande merito di Gasperini. Il Sassuolo ha fatto molto fatica a contenerli, anche se ha colpito un palo. Ha subito molto”.

L’altra squadra in crisi di gioco e risultati è la Fiorentina…
“Ieri la Fiorentina sembra alla deriva, senza corsa e idee. Ha fatto arrabbiare i tifosi, nel mirino sono finiti tutti, società, Corvino e squadra. La Fiorentina non cresce, non riesce a fare il salto di qualità. Il Verona sembrava allo sbando e invece si è rialzato e ha offerto una prestazione convincente. Non è la prima volta che succede”.

Giuste le proteste di Zenga e del Crotone?
“Zenga si è lamentato per il gol annullato allo scadere, ma la sua squadra c’è, corre e crea; è mancata solo nei metri finali. Zenga sta facendo bene, arbitri a parte. Il Cagliari comunque è rimasto in 10 e si è difeso ad oltranza; è un buon punto, Lopez è uno pratico”.

In zona retrocessione brutta sconfitta casalinga del Genoa…
“L’Udinese ha vinto giocando forse la peggior gara della gestione Oddo. Tre punti che fanno volare i friulani. Il Genoa, invece, ha il problema del gol, figlio anche dell’atteggiamento molto guardingo della squadra. La classifica del Genoa è un po’ pericolosa”.

Chiudiamo con i 40 anni di Buffon. Continua a giocare o appende le scarpe al chiodo? E chi è l’erede?
“Buffon è stato un grandissimo, può vivere altri 40 anni da grandissimo, ma con altri incarichi. Spero non stia inseguendo dei traguardi onorifici o dei record, perché servono a poco. Gigi è un ragazzo intelligente, saprà cosa fare, anche se lasciare il calcio giocato è difficile, perché è un cambiamento di vita notevole. Comunque, se continuerà a giocare vorrà dire che sta bene. L’erede è Donnaruma, ha già preso quella strada, al di là di qualche errore recente”.

 

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