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Il Gede Risponde

GEDE: “Parma, agonismo e corsa. Vittoria importante per l’autostima”

GEDE: “Parma, agonismo e corsa. Vittoria importante per l’autostima”

Secondo appuntamento della stagione con “Il Gede risponde”, la storica rubrica di Sportparma firmata dall’ex tecnico del Parma Pietro Gedeone Carmignani. Al centro del dibattito la seconda vittoria dei crociati (a Novara) e la sconfitta dell’Italia contro la Spagna.

Il Parma vince anche la seconda. Quanta fortuna e quanti meriti?
“E’ un momento in cui le cose girano per il verso giusto, il Novara ha colpito due pali e forse gli manca un rigore. Arriveranno anche le partite in cui il Parma sarà sfortunato e recriminerà. Indipendentemente da questo aspetto, ho visto un Parma propositivo, con agonismo su ogni pallone, che corre. Il primo tempo è stato di spessore. Tatticamente il Parma ha sfondato di più sulla sinistra, Baraye e Scaglia hanno grandi qualità e un’ottima intesa. Nella ripresa Corini ha cambiato modulo e alcuni giocatori, ha trovato l’equilibrio e ha attaccato, ma il Parma si è difeso con ordine ed equilibrio”.

Come era già successo contro la Cremonese, nella ripresa la squadra di D’Aversa è calata fisicamente. Può essere dovuto al ritardo di preparazione?
“Non possiamo sapere la condizione fisica del Parma e del Novara, i 10 giorni di ritardo potrebbero non essere influenti. Non lo sappiamo. Quello che contano sono i tre punti. Vittoria importante, dà maggiore convinzione autostima, che ad inizio stagione conta tantissimo”.

La rosa ampia, alla lunga, potrebbe creare qualche mal di pancia?
“Ci vogliono gli equilibri giusti, se hai una rosa forte si dice sempre così. L’obiettivo del Parma è andare in serie A, chi giocherà di più e chi di meno non conta, bisogna remare tutti nella stessa direzione… Non vedo di questi pericoli, inizialmente, se vengono fuori dovràà essere la società a rimediare”.

Il calciomercato lascia in dote tre esuberi. Regole sbagliate o società in difficoltà a vendere?
“Se non ci fossero le regole degli over non ci sarebbe spazio per i giovani. E’ una medaglia dalle due facce. Un limite ci vuole, sono le società che devono trovare delle soluzioni. Il Parma ha vinto la Lega Pro, attraverso i playoff, pensavo che con 3-4 giocatori si potesse essere competitivi. Poi sono arrivati tanti volti nuovi, ma fa parte dei programmi e della ambizioni del club”.

L’Italia di Ventura prende 3 sberle dalla Spagna: è solo un problema tattico e di modulo?
“A volte gli allenatori pensano di avere la bacchetta magica. L’Italia doveva giocare con una squadra diversa, giocare con due soli centrocampisti è stato sbagliato, tra l’altro con Verratti fuori ruolo. E’ stata una formazione frutto della presunzione. Per fare il 4-2-4 bisogna avere dei fenomeni, con dei centrocampisti super. Poi gli attaccanti devono rientrare e dare una mano, così come gli esterni che in fase difensiva si devono allineare ai centrocampisti. Il modulo tattico deve essere applicato ai giocatori migliori che hai in rosa. Io metto in campo 11 giocatori secondo le loro caratteristiche. Serve equilibrio, non posso giocare con 7 difensori o con 8 difensori, tanto per dire.
Squadre con due centrocampisti se ne vedono poche. La vera sorpresa del fine settimana è il Lussemburgo che ha fermato la Francia sullo 0-0. Questo dimostra che ormai il livello è alto e ogni partita va giocata in un certo modo”.

 

 

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