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Il Gede Risponde

Il Gede: “Parma, un calvario infinito. Donadoni a rischio? Io lo confermerei”

Il Gede: “Parma, un calvario infinito. Donadoni a rischio? Io lo confermerei”

Come ogni lunedì torna l’appuntamento con la rubrica “Il Gede risponde”. L’analisi del giorno dopo firmata dall’ex tecnico crociato Pietro Carmignani. Sotto la lente di ingrandimento il pesante 7-0 di ieri contro la Juve, il futuro di Donadoni e il resto del campionato.

Come si può commentare un 7-0 così umiliante?
“E’ una partita che non si può commentare. Bisogna voltare pagina completamente e ripartire dalla sfida contro l’Empoli. A Torino non c’è stato niente. Un calvario infinito. Certo, non era quella la partita dove bisogna fare punti, ma l’atteggiamento della squadra è stato assurdo. Il Parma è sceso in campo ma si è arreso subito. Il gol bellissimo di Tevez è sintomatico, difensori saltati come birilli”.

La Juve è la Juve, ma è inammissibile affrontare una squadra così con l’atteggiamento che ha avuto il Parma, non crede? E’ un problema di testa? La squadra non segue l’allenatore?
“Dopo un 7-0 così tutti sono colpevoli. La Juve ha giocato come se fosse una finale, come se avessero dovuto rimontare un 5-0. Ma è sbagliato esultare come hanno fatto dopo il 4-0, per rispetto degli avversari. E’ inutile soffermarsi sulle responsabilità, sono troppe”.

In che modo si può ripartire?
“Basta parlare di infortuni, dello scorso anno e di tutto il resto… Lo sanno tutti, basta parlare di queste cose, si fa quello che si può con quello che si ha a disposizione. Dimentichiamo la Juve, come se non si fosse mai giocata. Si è toccato il fondo, si può solo risalire; pensiamo all’Empoli. Lasciamo perdere moduli, tattica e schemi. Speriamo di recuperare gli infortunati dopo la sosta, ma per ora andiamo avanti con quelli che ci sono. Nei primi 15 minuti il Parma non era partito così male, soprattutto in fase difensiva. Il secondo gol è stata una mazzata, il Parma ha perso coraggio e non ci ha creduto più. I giocatori non vedevano l’ora che la partita finisse”.

L’ultimo posto in classifica può deprimere ulteriormente la squadra e tutto l’ambiente Parma?
“Quando sei ultimo in classifica viene a mancare l’autostima. La partita con l’Empoli è importantissima. L’importante è non ripetere la prestazione contro il Sassuolo. Basta, i lresto non conta. Dimentichiamoci la Juve”.

La panchina di Donadoni è a rischio, per l’eventuale sostituto circola il nome di Crespo. Cosa ne pensa mister?
“Crespo può portare entusiasmo, ma ha poca esperienza, soprattutto in momenti delicati come questo, a differenza di nomi come Reja o altri allenatori d’esperienza. Donadoni? Se il rapporto con la squadra è incrinato è da cambiare se no deve restare. Bisogna vivere lo spogliatoio per capire quale è la reale situazione, se la squadra è con l’allenatore oppure no. Io, comunque, confermerei Donadoni”.

Passiamo al resto del campionato che ripropone il “solito” terzetto, Juve, Roma e Napoli…
“Juve, Roma e Napoli, il terzetto è tornato. La Roma ha superato il periodo nero, contro il Torino ha giocato un calcio molto tecnico ed efficace. Il Napoli è partito meglio della Fiorentina, con equilibrio in ogni parte del campo. E poi Benitez non ci ha pensato un attimo per togliere un punta (Higuain) e mettere dentro un difensore, Fernandez. La Fiorentina ha giocato solo dopo aver subito il gol”.

La crisi dell’Inter non sembra conoscere la parola fine. Mazzarri rischia?
“L’Inter in inferiorità numerica ha dato tutto, ma il Verona meritava il pareggio con Mandorlini che ha azzeccato i due cambi. In parità numerica l’Inter ha creato tanto, ma solo dopo aver subito il gol. Dopo non ha saputo gestire il vantaggio. I fischi di San Siro? Ci sono sempre stati, ma ieri ho sentito anche cori di incitamento. L’Inter va avanti con Mazzarri”.

La Lazio ha sciupato una ghiotta occasione. Come giudica la prestazione dell’Empoli, prossimo avversario del Parma?
“La Lazio ha steccato in pieno una grande occasione per il terzo posto in classifica. L’Empoli ha giocato meglio, è una squadra che sa sfruttare al meglio i calci da fermo e che ha intensità e velocità di manovra. Il rinnovo del contratto di Sarri è stato un gran bel segnale per l’ambiente e per tutto il calcio”.

Il Milan non decolla…
“Il Milan chiude e riparte, è una cosa che fa molto bene, ma non ha saputo dare consistenza al suo gioco, anche se sulle ripartenze può fare sempre male. E poi prende sempre gol. Il Milan non ha continuità nell’arco dei 90 minuti, ma non si è scoraggiato dopo il vantaggio di una combattiva Samp. Ci vorrebbe il Torres dei tempi migliori. La Sampdoria è una squadra tosta. Pareggio meritato”.

La vittoria del Chievo è una liberazione… Pareggio delusione tra Cagliari e Genoa?
“E’ la vittoria di Pellissier, sembrava se non fossero dimenticati di un giocatore così. Il Cesena ha avuto un atteggiamento troppo difensivo. Vittoria fondamentale per il Chievo. Il Cagliari non riesce a vincere mai in casa, mentre il Genoa è una squadra formato trasferta. Il Cagliari in casa non trova gli spazi che invece trova fuori. Stesso discorso per il Genoa, una squadra brava nelle ripartenze.

Pareggiano anche Palermo e Sassuolo. E’ un’occasione persa?
Per il Palermo è la solita storia, crea tanto ma segna poco. Pali, traverse, rigori sbagliati e parate del portiere. Ha prodotto e creato più dell’Udinese. I friulani dopo il vantaggio hanno rinunciato a giocare, è questo il loro principale errore. Straordinario Karnezis. Infine Sassuolo-Atalanta: il più colpevole è il Sassuolo perché aveva la possibilità di fare una partita diversa rispetto a quella che ha fatto. Ha aspettato un tempo per svegliarsi. Nel secondo tempo si è visto qualcosa in più, ma Colantuono ha costruito un muro insuperabile. Da quando è in crisi l’Atalanta non fa altro che difendersi”.

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