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IL GEDE: «Elogio alla mentalità del Parma. E a Scozzarella»

IL GEDE: «Elogio alla mentalità del Parma. E a Scozzarella»

Analisi e commenti sull’undicesima giornata di serie A e sul pareggio del Parma a Firenze (1-1). La firma inconfondibile è quella dell’ex tecnico crociato Pietro Gedeone Carmignani, in esclusiva per Sportparma.

Pareggio di carattere per il Parma o c’è anche dell’altro?
“Il Parma è partito con l’intensione e con l’idea di proporre il suo calcio, cioè pressing alto e basso a seconda delle situazioni e ripartenze veloci. La Fiorentina nel primo tempo ha avuto il possesso palla ma con poca sostanza. Entrambe le squadre erano attente a non scoprirsi e rientravano con molti uomini sotto la linea della palla. Buona mentalità e atteggiamento del Parma che ha giocato senza timori. La fase difensiva dei crociati è stata perfetta perché ha concesso poco e niente. Il gol di Gervinho è l’emblema: raddoppio di marcatura, palla rubata e lancio a Gervinho a campo aperto.
Poi nel secondo tempo c’è stata un’altra partita più per merito della Fiorentina che per demerito del Parma, con giocate più veloci e efficaci. Alla fine il pari è giusto”.

Dalla C alla A, Scozzarella migliora col passare degli anni. Merita il rinnovo del contratto?
Sì, è un giocatore bravo e duttile, in questo momento è uno dei simboli del Parma. E’ la conferma che a in Italia ci sono giocatori che possono stare in serie A, anche dopo una carriera nelle categorie minori”.

Il Var scontenta tutti, Parma compreso. E’ ora che le società prendano una posizione forte contro gli arbitri?
“Finché il Var non potrà essere deciso dalle panchine non risolveremo niente. Gli arbitri non vogliono essere dipendenti dal Var, ma se c’è bisogna dipendere. Punto. Finché non ci sarà questo non faremo passi avanti”.

Quanto Sarri c’è in questa Juventus? Si può fare un primo paragone con l’era Allegri?
“Sono domande che non hanno ancora una risposta; è presto. Nella grandi squadre contano i risultati finali, non il gioco. Anche per i tifosi. La Juve vuole vincere la Champions, un’impresa difficilissima. Nel campionato italiano non ci sono Real Madrid, Barcellona, Manchester City, PSG, Juve, Liverpool, Bayern, Totthenam e Inter: se facessero un campionato insieme tutte e 10, una di queste arriverebbe decima, cioè ultima. Questo per capire come è difficile la Champions. E poi c’è la variante delle partite secche che in genere non agevola la squadra più forte.
Nel derby la Juve ha avuto organizzazione, qualità tecnica e occasioni, ha vinto con merito perché ha costruito di più. Il Toro ha dato tutto, ma è stato decisivo Sirigu”.

L’Inter resta in scia dei bianconeri…
“Nello sviluppo della sua manovra il Bologna ha coinvolto tutti i reparti con un gioco completo ma prestando il fianco alle ripartenze nerazzurre. Partita complicata con l’Inter che vince nel finale col solito rigore che sa di ingiustizia; l’arbitro doveva rivedere l’accaduto. Siamo alle solite”.

Il Napoli di Ancelotti è in crisi?
“Il Napoli crolla in classifica. Di chi le colpe? Giocatori fuori forma, un top allenatore che non riesce a fare la differenza nel gioco o le continue agitazioni di De Laurentis destabilizzano l’ambiente? La Roma, trascinata da Zaniolo, ha fatto una prova di testa e cuore, rilanciandosi al terzo posto. Il Napoli ha sprecato tanto ma solo nella seconda parte del secondo tempo”.

Come si spiega il fenomeno Cagliari, attualmente al quarto posto in classifica?
“Un Cagliari arrembante in grande condizione psicofisica che gli ha permesso per tutto il primo tempo di pressare con continuità e ripartire, giocandosi l’uno contro uno con i difensori bergamaschi. L’Atalanta ha subito per tutto il primo tempo, ma c’è stata anche tanta casualità, vedi l’autogol, la traversa e l’espulsione di Ilicic. La vittoria del Cagliari è un grosso segnale al campionato, sono in piena zona Europa. Come mai è stato sostituito Gomez? Malinovskyi è un giocatore importante, per carità, ma rinunciare all’argentino è una scelta incomprensibile”.

Alla crisi del Milan non c’è la parola fine. Mentre la Lazio vola…
“Il Milan ha giocato in fase offensiva il miglior primo tempo della stagione, ma ha sofferto sul centro-destra, con Calabria e Duarte, da dove venivano tutte le entrate e occasioni della Lazio. La Lazio ha giocatori di grande qualità che riescono ad inventare situazione pericolose impensabili. Il Milan è calato nella ripresa e i cambi non hanno aiutato. Quando è venuta meno la condizione fisica si è vista tutta la differenza tecnica tra le due squadre. Lazio in corsa per tutto, Milan allarmante mediocrità di risultati anche se il gioco sembra migliorare”.

Verona-Brescia, calcio e razzismo. Che idea si è fatto?
“E’ stata una partita segnata dalla presa di posizione di Balotelli contro il razzismo con il pallone scagliato in tribuna. L’arbitro ha valutato di non sospendere la partita. Capisco la protesta di Balotelli; bisogna fare qualcosa di utile. Il Verona con due vittorie consecutive si tira fuori dai bassi fondi, è una squadra granitica. Corini: 5 sconfitte in 6 giornate; è stato esonerato. Ora tocca a Grosso”.

Come può un allenatore in seconda come Gotti trasformare l’Udinese in pochi giorni e vincere in casa del Genoa?
“Successo meritato dei friulani contro un Genoa che nella ripresa è calato vistosamente. Il vantaggio iniziale e il gioco offensivo, col 4-3-3, non è servito. L’Udinese cancella le due clamorose sconfitte precedenti. Mister Gotti meriterebbe di poter continuare, anche se lui si è tolto dalla corsa con le dichiarazioni nel post partita in cui ha detto di sentirsi un “secondo”, un vice. Comunque meriterebbe di continuare”.

Dopo Sampdoria il Lecce si fa raggiungere nel finale anche dal Sassuolo…
“E’ stata una gara segnata dal bel gioco, perché oltre ai 4 gol hanno creato diverse occasioni. Partita equilibrata tra due squadre costruite per regalare emozioni, perché sono sempre propense alla fase offensiva”.

 

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