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IL GEDE: «Il Parma dei giovani, il futuro è tracciato»

IL GEDE: «Il Parma dei giovani, il futuro è tracciato»

Nuovo appuntamento con la storica rubrica di Sportparma.com “Il Gede Risponde”,

Analisi e commenti firmati dall’ex tecnico gialloblù Pietro Gedeone Carmignani: dall’ultimo pareggio del Parma contro il Lecce (0-0) all’intera giornata di serie A che vede in testa alla classifica sempre il Milan del parmigiano Stefano Pioli.

Il Parma continua a collezionare pareggi, ma la linea verde sta dando ottimi risultati. E’ d’accordo?
“Sì, i giovani sono un grosso investimento per il futuro. Non importa il nome o la carriera ma quello che si può dare e questi ragazzi lo stanno dando. Il Parma ha un certezza, quella di avere dei giovani di assoluto valore su cui puntare. Chi è bravo va fatto giocare, senza guardare la carte d’identità. L’esperienza arriva giocando. Un percorso che il Parma ha intrapreso da tempo”.

La partita col Lecce lascia qualche rammarico?
“C’è questa cronica mancanza di concretezza in attacco, specialmente in fase di conclusione, perché le azioni ci sono state, che condiziona tutto. La squadra non conclude come è successo contro il Lecce. Una vittoria avrebbe portato una ventata di entusiasmo e avrebbe riaperto l’inseguimento alla zona playoff. Primo tempo ben giocato dal Parma, in cui il Lecce ha fatto poco anche per la posizione che ha in classifica; è stato attendista, incapace di organizzare delle ripartenze. Il Parma ha sprecato occasioni in serie a cui poi ha fatto seguito un secondo tempo in cui il ritmo è calato e sono venute meno le idee. Bravo il giovane Turk a evitare il peggio nel finale”.

Ha ancora senso parlare di playoff?
“La distanza è grande (-10) ma tutti ci pensano, anche perché con un filotto di vittorie tutto è possibile. I segnali di ripresa sono evidenti, col Lecce è arrivato il settimo risultato utile consecutivo, ma per colpa del girone d’andata non basta e non si riesce a risalire la classifica”.

In serie A continua la marcia inarrestabile del Milan…
“Il Milan non ha la rosa più forte però è la squadra più brava a giocare. Vince una gara dominando nel gioco e nelle occasioni, aumentando il vantaggio sull’Inter e consolidando il primo posto, però deve chiedersi se dopo una così schiacciante prova di superiorità può rischiare il pareggio nell’unica occasione creata dal Cagliari (traversa). Il Milan non ha chiuso la partita e le occasioni le ha avute.
Essere concreti è una qualità indispensabile per vincere il campionato. Pioli ha saputo dare alla squadra un gran volume di gioco e un grande organizzazione, ma questo ti porta ad avere la palla fino agli ultimi metri, poi è compito degli attaccanti fare gol. Lotta, condizione fisica e tattica sono eccellenti. Bisogna essere più concreti”.

Quella concretezza che è insita nel Napoli di Osimhen?
“Il Napoli ha vinto con l’Udinese perché ha imparato a soffrire ma soprattutto perché ha un attaccante devastante come Osimhen. Un attaccante che inventa gol e con uno così vinci anche le partite che non giochi bene. Alla ripresa del campionato il Napoli affronterà l’Atalanta ma dovrà giocare senza Osimhen perché squalificato”.

La crisi dell’Inter si può riassumere solo con l’assenza di Brozovic?
“Brozovic è un giocatore importante, ma la sua assenza non basta a giustificare il calo di questo periodo. E’ un Inter frenata proprio dalla sua assenza, perché non riesce più a imporre il suo gioco di insieme, di squadra; oggi vive di fiammate dei singoli. L’Inter appare stanca, di fisico e di idee. Lo dicono i risultati, solo 7 punti nelle ultime nelle ultime 7 gare di campionato, il Milan ne ha fatti 17 nello stesso periodo. Inzaghi si lamenta, ma dovrebbe guardare il suo rendimento nell’ultimo periodo. La Fiorentina ha giocato molto bene, punto meritato che, oltre alla classifica, dà morale. Poteva perdersi dopo la cessione di Vlahovic a gennaio e invece sta facendo molto bene”.

La Roma stravince il derby, un’umiliazione per la Lazio?
“Non c’è stata una partita. Primo tempo dominato dalla Roma, ha fatto gol subito e ha proseguito con un atteggiamento tattico ordinato e con una fase offensiva studiata negli spogliatoi, concreta. Gara preparata molto bene nonostante l’impegno di Coppa del giovedì prima. La Lazio invece ha avuto una settimana per preparare il derby ed è apparsa spaesata, ha perso già prima di scendere in campo”.

Intanto la Juve è a -4 dal secondo posto in classifica…
“Sì, la Juve è a- 4 dal secondo posto. La partita è durata 30 minuti. Potere della Juve che ha segnato con i suoi uomini di maggior levatura, Dybala e Vlahovic, poi dopo si sono accontentati e hanno lasciato spazio alla Salernitana. La Juve si proietta all’inseguimento del terzo posto, per ora, d’altronde doveva riscattarsi della sconfitta con il Villarreal. A proposito di Champions: la Juve ha fatto un buon primo tempo, il problema è stato l’insignificante secondo tempo che l’ha portata fuori dalla Champions League. Adesso ha solo il campionato dove si vede una Juve pragmatica, chirurgica”.

L’Atalanta è in ripresa?
“la vittoria dell’Atalanta è una bella storia, ha fatto gol un diciottenne (Cissé) pescato da una squadra dilettanti, che aveva giocato qualche partita nella Primavera. Gara equilibrata, il Bologna ha giocato alla pari e il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto. L’Atalanta torna al quinto posto e ha una gara in meno rispetto alla Juve, ma deve pensare anche all’Europa League dove sta facendo molto bene”.

La lotta salvezza è stata rivitalizzata dalle vittoria delle due squadre genovesi…
“Partita di gran sacrifico per il Genoa che è rimasto in dieci per oltre un’ora. E’ una vittoria che premia l’allenatore Blessin dopo tre pareggi. Tre punti di enorme importanza dal punto di vista della fiducia.
La Sampdoria ha saputo sfruttare gli errori dell’avversario, con Caputo sempre pronto a sfruttare al massimo le occasioni avute. Venezia autolesionista, due ingenuità difensive che sono costate care, quarta sconfitta consecutiva che complica il cammino verso la salvezza”.

A proposito di Venezia e di errori dei portieri: non crede che gli allenatori chiedono troppo ai propri numeri uno?
“Oggi si chiede il doppio ruolo, di fare il portiere e di impostare il gioco da dietro. C’è troppa pressione, gli avversari ti marcano, bisogna essere bravi e precisi nei passaggi. Le difficoltà aumentano. A volte gli allenatori lo fanno in maniera troppo sistematica; bisogna alternare tipo di gioco perché così finisci per favorire gli avversari”.

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