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Il Gede Risponde

Il Gede: “Il Parma è appetibile, io sono ottimista. Chi acquista troverà una squadra competitiva per la B. Complimenti a Pioli”

Il Gede: “Il Parma è appetibile, io sono ottimista. Chi acquista troverà una squadra competitiva per la B. Complimenti a Pioli”

Come ogni lunedì torna puntuale l’appuntamento con la rubrica “Il Gede risponde”. L’analisi del giorno dopo sull’ultima partita del Parma e sull’intero campionato di Serie A che ieri ha emesso gli ultimi verdetti.

Il Parma si congeda dalla Serie A con un pareggio e soprattutto con una grande prestazione. Uno spot a favore del calcio pulito?
“Sì, quella del Parma è stata una grande risposta che ha fatto piacere ai tifosi e allo ‘spacchioso’ Ventura, perché lui aveva già pronosticato che la Samp avrebbe battuto facilmente il Parma. Questo al di là della buona partita del Parma, che non ha mai mollato ed ha creato di più della Samp; pareggio meritato. Già nella fase di riscaldamento Lucarelli motivava la squadra come se dovesse giocare una finale”.

Ora tutte le attenzioni sono rivolte al 9 giugno. E’ ottimista?
“Speriamo che arrivi gente seria e ben intenzionata, e che il Parma possa ricominciare a fare calcio. La stagione del Parma ha avuto tre fasi: nella prima la squadra non ha reso come doveva forse perché sapeva la situazione ma non lo diceva; si vedeva una squadra dimessa e molti giocatori non in forma. Poi c’è stato il periodo dello sconforto e si sono perse partite importanti contro Cesena e Chievo, in casa. Infine è intervenuta la Figc, ma se fosse intervenuta prima il Parma avrebbe fatto in tempo a salvarsi. In pratica si sono persi 2-3 mesi. Se i curatori fossero arrivati prima sono convinto che la squadra si sarebbe salvata”.

E sul rischio sciopero (poi rientrato) che idea si è fatto?
“I giocatori del Parma avrebbero fatto bene a scioperare se la Lega si fosse rimangiata le proprie parole. Evidentemente hanno ricevuto adeguate rassicurazioni”.

Giuseppe Corrado è uno dei 9 soggetti interessati all’acquisto della società. Si sente di dare un consiglio a chi arriverà?
“Bisogna ripartire dai parmigiani, anche quelli adottivi Un esempio? Io da ‘parmigiano’ non sarei mai dovuto andare via, mi dovevano riconoscere un po’ di meriti. A Parma ho ricoperto tutti i ruoli, da osservatore ad allenatore della prima squadra. A parte questo, la situazione economica è molto difficile ma a Parma ci sono delle aziende importanti che possono sostenere una squadra di calcio. Spero che insieme a Corrado ci siano altri imprenditori parmigiani. Se acquista il Parma si ritroverà una squadra già competitiva per la B. A questo punto mi auguro che tutti i giocatori accettino la riduzione e capiscano l’importanza di questo gesto, Marchionni compreso. I giocatori a fine carriera non dovrebbero creare problemi di questo tipo”.

Quindi è convinto che il 9 giugno il Parma avrà una nuova proprietà?
“Essendoci interesse è normale che ci sia ottimismo. Se ci sono 9 manifestazioni di interessi vuol dire che il Parma è appetibile. Così come il centro sportivo di Collecchio”.

Passiamo al resto del campionato: il terzo posto è della Lazio. Un successo meritato o un regalo del Napoli?
“La Lazio mi ha stupito, ha raggiunto la Champions meritatamente. Ad un certo punto sembrava che si mettesse male, ma è il giusto premio ad una squadra che ha giocato un gran calcio. Ieri ha invaso la metà campo partenopea, mentre il Napoli non ha raggiunto neanche l’obiettivo minimo. La mancata qualificazione è anche un danno economico. Nei minuti finali Napoli con 5 attaccanti e trascinato dal proprio pubblico. Poi Higuain ha sbagliato il rigore: la scelta di farlo tirare a lui è stata una scelta sbagliata perché, in questa stagione, l’argentino ne ha sbagliati diversi. Evidentemente non è un tipo freddo dal dischetto”.

Dalla Juventus in giù, chi ha raggiunto i propri obiettivi lo ha fatto grazie anche a grandi difese. Il vero problema di Inter, Milan e Napoli?
“Partiamo col dire che ieri è stata la fiera del gol. Le grandi squadre costruiscono le loro vittorie con grandi difese. Napoli, Inter, Roma, Milan hanno avuto questo tipo di problemi. Gli allenatori devono sapere allenare la fase difensiva. La fase offensiva, invece, termina negli ultimi metri perché poi ti devi affidare alle qualità degli attaccanti”.

Toni e Icardi si dividono il podio più alto della classifica marcatori. Giusto così?
“E’ un podio strano. Difficilmente uno vince la classifica e poi sparisce dai radar della serie A. Chi fa gol in A generalmente si ripete. E’ così per Toni. Icardi è un bomber di razza, molto forte in area di rigore. Icardi è bravissimo a terminare l’azione ma non è così bravo come Toni a far salire la squadra. Questa è la differenza sostanziale tra i due”.

Intanto è già iniziato il valzer delle panchine…
“Spalletti potrebbe rientrare nel calcio italiano. Stramaccioni non va più bene a Udine, è il peggior risultato degli ultimi 10 anni. Ma c’è da dire che non hanno mai rischiato di finire in B. Colantuono è sul mercato e con lui tanti altri. Reja non dovrebbe restare a Bergamo, è un’altra panchina che si apre. Donadoni è appetito da diverse società, mi auguro possa ripartire subito. Sarri piace a tanti, ma per certi allenatori bravi il problema è arrivare in una grande squadra. Perché si pensa che non siano adatti ad una squadra di grandi nomi. Ci vuole una società che abbia coraggio, vedi l’esperienza di Sacchi al Milan”.

Allegri a parte, a chi assegna la palma di miglio allenatore della stagione?
“Garcia è diventato un allenatore insopportabile. Dichiarazioni incoerenti. Evidentemente quando arrivano in Italia peggiorano a livello caratteriale. Non c’è una classifica ma sono da lodare Pioli, Di Francesco, Gasperini, Mihajlovic, Iachini e Montella. Tutti hanno lavorato molto bene e imposto le propri idee”.

Condivide la scelta del Ct della Nazionale di convocare ben 34 giocatori per lo stage Azzurro?
“Bhe, 34 convocati sono tanti, ma probabilmente Conte lo fa per motivare più giocatori e per capire le reali potenzialità dei singoli. Lui ha ancora dei problemi con la Procura di Cremona, vedremo come andrà a finire. Se viene rinviato a giudizio è logico che non lavorerà con serenità”.

Infine la finale Champions League: quante possibilità ha la Juve di portare a casa il prestigioso trofeo?
“La Juve ha il 50% di probabilità, perché è una partita secca. Si è fatto male Iniesta, ci sono tante variabili in una sola partita. La Juve è una squadra compatta e con grande spirito e ha una difesa forte”.

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