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Il Gede Risponde

IL GEDE: «Lo scudetto di Pioli è una lezione al calcio italiano. Parma, chi ha tempo non aspetti tempo»

IL GEDE: «Lo scudetto di Pioli è una lezione al calcio italiano. Parma, chi ha tempo non aspetti tempo»

Ultimo appuntamento della stagione 2022-22 con “Il Gede Risponde”, la storica rubrica di Sportparma firmata dall’ex tecnico del Parma Pietro Gedeone Carmignani.

Lo scudetto del Milan è il capolavoro del parmigiano Stefano Pioli?
“I suoi meriti sono tanti, ha vinto lo scudetto insieme a tutto la società, ma lui ha messo del suo in quanto è un allenatore che crede molto nel lavoro e nell’organizzazione. Ha saputo sfruttare al meglio l’occasione, anche se probabilmente non aveva la rosa più forte ma ha espresso il calcio migliore. Pioli è stato determinante, anche nella crescita di alcuni giocatori, Tonali ad esempio, lui ha avuto la pazienza di aspettarlo, e poi Leao….
La partenza di Donnarumma sembrava un disastro e invece è arrivato un portiere che è stato determinante. E pensare che il Milan sin dall’inizio ha dovuto fare a meno di due giocatori determinanti come Ibra e Kjaer”.

La vittoria dei rossoneri, senza spese folli, è una lezione per il calcio italiano?
“E’ una lezione per il calcio in generale, non solo in Italia; il Manchester City ha comprato Haaland, il PSG continua a fare spese folli. Io non avevo dubbi su Pioli, sin dal lontano 2004 quando allenava la Salernitana. Lo ricordo benissimo: Stefano era ospite al Centro Sportivo di Collecchio, un sabato mattina l’ho sentito parlare alla squadra e ho detto subito, questo è un grande. Poche chiacchiere e tanto lavoro, sa scegliersi le persone attorno. Ha dato una lezione di come si possa vincere anche senza fare a spese folli”.

L’Inter quando ha perso la scudetto?
“Il Milan ha vinto un campionato meritatamente, l’Inter ha perso lo scudetto a Bologna. L’Inter sembrava nella posizione di poter ribaltare la situazione, ma così non è stato. Il calcio è imprevedibile. Comunque, è stata premiata la squadra che ha giocato meglio per tutta la stagione”.

Il Napoli e la Juventus sono le altre due grandi deluse della serie A?
“Vorrei dire due parole du Spezia-Napoli: indegno quanto è successo sugli spalti. Il Napoli, insieme all’Inter, era la rosa più forte. Arrivare terzi non è un merito. La Juventus è partita malissimo, è andato via Ronaldo ed è arrivato Vlahovic, ha giocato partite non all’altezza delle proprie forze, ma la Champions è un viatico importante da cui ripartire. Ora c’è bisogno di tempo per resettare tutto”.

Le due romane si qualificano per la prossima Europa League…
“La Lazio ha ottenuto il punto che serviva per arrivare quinta in classifica. La Roma ha raggiunto l’obiettivo che Mourinho dice sia il più importante della sua carriera, che può rendere la stagione molto importante. Entrambe avevano rose forti per fare qualcosa in più. Troppo distacco dalle prime 4 in classifica”.

La Fiorentina va in Conferenze League, è la vera sorpresa del campionato?
“La Fiorentina ha grandi meriti per aver saputo sopportare benissimo la perdita di Vlahovic. Ha avuto un allenatore, Italiano, molto bravo che dopo la salvezza con lo Spezia è andato in Europa con la Viola. Questo è indice di un allenatore capace e preparato, che un domani potrebbe arrivare in un grande club di alta classifica”.

Incredibile quanto è successo in zona retrocessione: il Cagliari è meritatamente in serie B?
“Il calcio è strano, imprevedibile come nessun altro sport. Tante volte anche la casualità è unica. Al Cagliari bastava fare un gol contro una retrocessa (Venezia) e non ci sono riusciti. Una disperazione comprensibile. La Salernitana, che aveva sbagliato un rigore all’ultimo minuto nello scontro diretto col Cagliari, si è salvata perdendo 4-0 in casa. La squadra che doveva retrocedere si è salvata, incredibile. Il Cagliari insieme a 7-8 squadre si giocava la salvezza, ma parer mio la squadra che ha operato male a livello dirigenziale è stato il Genoa. E’ sorprendente che il pubblico rossoblu abbia applaudito la squadra retrocessa, questo è un merito della comunicazione della società. Il grande errore è stato quello di prendere due allenatori che non conoscevano la serie A”.

Chiudiamo con il Parma: è normale che la dirigenza non abbia ancora scelto il nuovo allenatore?
“Sinceramente non credo che la società non abbia ancora un allenatore come non credo che non stia già operando sul mercato in funzione delle idee e delle scelte del nuovo allenatore. Se così non fosse sarebbe in colpevole ed enorme ritardo. Il Parma ha avuto due mesi per scegliere. Non credo che non abbia ancora deciso. Bisogna decidere in fretta, qui si tratta di cose che vanno studiate e ragionate. Un proverbio dice: chi ha tempo non aspetti tempo”.

 

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