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Il Gede Risponde

IL GEDE: «Parma, vittoria importante, ma non è facile cambiare tipologia di gioco»

IL GEDE: «Parma, vittoria importante, ma non è facile cambiare tipologia di gioco»

Analisi e commenti sull’ultima vittoria del Parma contro il Genoa (1-0) e sull’interna giornata di serie A, la 27a, firmati dall’ex tecnico gialloblù Pietro Gedeone Carmignani, nel consueto appuntamento del lunedì di Sportparma “Il Gede risponde”.

Come giudica la prestazione del Parma nel ritorno alla vittoria contro il Genoa?
“Un conto sono i punti e un conto sono le prestazioni. Il Parma ha giocato un primo tempo dove c’è stato poco e niente. Prestazione a ritmi bassi, solo un’occasione di Inglese, il Genoa non ha fatto molto di più, ha badato a non scoprirsi. Queste sono le prestazioni del Parma attuale, non è brillante come mesi fa. Ma se si guarda la classifica bisogna essere felicissimi. Il Parma ha ottenuto tre punti necessari per scongiurare qualsiasi problema; ha creato poco ma non ha sofferto molto”.

In città qualcuno continua a storcere il naso per la mancanza di un gioco piacevole. Cosa si sente di dire su questo argomento che da sempre divide addetti ai lavori e tifosi?
“Devo dire che a Parma i tifosi devono essere felici di D’Aversa e del Parma in generale. Un conto è essere critici e pretenziosi, soprattutto dopo quello che abbiamo visto nel girone d’andata; e un conto è criticare a priori un allenatore per questioni caratteriali. Il Parma ha sempre fatto un gioco di rimessa, in contropiede. Di questi tempi le squadre avversarie giocano un calcio meno propositivo perché non vogliono scoprirsi. Oggi gli avversari ti attaccano di meno e il Parma non può fare il gioco per cui è stato costruito, tant’è che il Genoa si è limitato a palleggiare e ha creato qualcosina solo dopo il gol di Kucka. Mi aspettavo un calcio diverso da Prandelli. Per ritornare alla domanda iniziale, il calcio di D’Aversa è fatto per difendere e ripartire, ma se gli altri non ti attaccano diventa difficile da attuare. I tifosi e la piazza devono guardare e giudicare il lavoro complessivo della squadra e, soprattutto, guardare la classifica”.

Resta il fatto che alcuni allenatori legano di più con la tifoserie rispetto ad altri. Lei ne sa qualcosa?
“Se prendi una squadra ultima in classifica e ti salvi, anche un punto è oro colato in quelle situazioni. Questo per dire che la piazza è meno esigente. Quando sei a 30 punti a metà stagione la gente, invece, pretende qualcosa di più, ma questo pretendere non dipende solo dal Parma ma, ripeto, anche dagli avversari. E poi, la serie A non è la B o la C. A questi livelli la tattica non ti consente di essere superiore agli altri. La qualità del gioco che proponi non è superiore alla qualità del gioco delle altre squadre che lottan per gli stessi obiettivi dei crociati. Giochi al meglio se gli avversari te lo consentono. La maggior parte delle squadre italiane sono costruite per difendere e ripartire. Se sei abituato a giocare in un certo modo è difficile cambiare in corso d’opera. Il gioco più facile è quello delle ripartenze, soprattutto se hai giocatori veloci. E’ una questione di caratteristiche della rosa. Anche se il Parma è salvo non è facile cambiare tipologia di gioco.
D’Aversa e Faggiano hanno costruito una squadra con queste caratteristiche. La concretezza del Parma è la qualità principale del Parma e del calcio e in tutti gli sport. Detto questo, il Parma di questi tempi non è il Parma di un mese e mezzo fa”.

Contro la Lazio che partita sarà?
“Sarà una bella partita, perché la Lazio è una squadra che attacca e lascia gli spazi dove costruire le ripartenze. Mi aspetto una partita in cui il Parma farà ottime cose”.

La Juventus batte facilmente l’Udinese, è pronta per l’impegno di Champions League contro l’Atletico Madrid?
“La Juventus l’ho vista meglio rispetto alla partita precedente. Ha avuto risposte positive da Kean e Spinazzola. Arriva alla gara con l’Atletico con due vittorie importanti, la condizione psicofisica è migliorata. Di contro prova opaca e inconsistente dell’Udinese. Il Parma non farà mai prove di questo tipo. Allegri ha fatto rifiatare giocatori importanti per recuperare energie indispensabili per domani. Molto dipenderà dalla formazione e dalla fisicità dell’Atletico Madrid. Tante volte le partite si decidono per una virgola. Sarà una partita fisica, se la Juve prende gol ne deve fare 4. La Juve è abituata a giocare queste partite, mi aspetto una grande prestazione”.

Il Napoli ha riacciuffato il pareggio per i capelli. E’ meritato? E come lo vede in ottica Europa League?
“Il Napoli ha come obiettivo l’Europa League. Se non arriva in finale il suo campionato diventa criticabile. Anche perché pure ì Sarri faceva esprimere un bel gioco e lo scorso anno il Napoli arrivò a pochi punti della Juventus. 15-16 punti in meno rispetto allo scorso anno non sono pochi. Adesso il Napoli è un po’ sotto pressione. Il Sassuolo ha segnato a difesa schierata, non ha concesso profondità al Napoli, si è chiuso bene ed è ripartito in contropiede. Il Napoli non ha potuto esprimere il suo gioco. Pari casuale, nato da un errore”.

Il Milan si consolida al terzo posto, in attesa del derby con l’Inter. Due squadre che stanno vivendo momenti differenti…
“Quinta vittoria consecutiva per il Milan, anche se la qualità del gioco ha lasciato a desiderare. E’ un Milan diverso rispetto a inizio stagione, ha giocato contro un Chievo che gioca spensierato che ha messo in difficoltà i rossoneri. Il Milan si rilancia in vista del derby. Il Chievo sta onorando il campionato con impegno.
L’Inter poco e niente per 70 minuti, poi ha trovato la vittoria, sfruttando due situazioni casuali. La prestazione comunque ha risentito delle tante assenze e degli infortuni di Brozovic e Miranda. Spalletti è in difficoltà, la rosa è ristretta. Nessuno avrebbe immaginato un mese fa che il Milan sarebbe stato davanti ai nerazzurri. Nel Milan è arrivato Piatek, nell’Inter manca Icardi. Questa è la grossa differenza”.

Sorpreso dall’esonero di Di Francesco dalla panchina della Roma?
“E’ un esonero che lascia l’amaro in bocca agli sportivi neutrali che tifano per il calcio. Ranieri è stato esonerato da una squadra che è attualmente in piena zona retrocessione in Premier e riparte subito da una società che può rilanciarlo. E’ più facile rilanciarsi con la Roma. Chi ci rimette è Di Francesco, mi sembra il meno colpevole di questa situazione. Ranieri è bravo e preparato, saprà sfruttare questa opportunità. Il quarto posto è ancora un traguardo possibile”.

Torino e Atalanta sembrano inarrestabili…
“Partiamo dal Toto: nel primo tempo meglio il Frosinone, poi molto meglio il Torino, grazie anche ai cambi di Mazzarri. Belotti ribalta il risultato. Un Torino che c’è, soprattutto quando c’è da battagliare. L’Atalanta ha vinto una partita importante contro la Sampdoria. Partita spettacolare ma nervosa. L’Atalanta è sempre concreta, non sbaglia mai gli scontri diretti. Vittoria che frena le ambizioni della squadra di Giampaolo. Comunque sono due società che onorano il gioco del calcio. A tratti l’Atalanta gioca il miglior calcio in Italia, paragonabile solo al Napoli. Talento e organizzazione di squadra”.

La Lazio ha sprecato l’ennesima occasione?
“Nel primo tempo Lazio straordinaria, la Fiorentina invece ha giocato con un Chiesa in meno, un’assenza importante. Nel primo tempo ho contato 4 limpide occasioni per la Lazio.La squadra di Inzaghi ha avuto il torto di non chiudere la gara. La Fiorentina è sempre rimasta in partita e ha ottenuto il pari con grande determinazione. Anche la Fiorentina gioca un gran calcio, ma senza Chiesa perde tanto”.

La vittoria del Bologna scuote la lotta salvezza?
“Certo che sì. Importante vittoria del Bologna che tiene aperta la zona retrocessione. Con questi 3 punti coinvolge tutte le squadre sotto quota 30, Cagliari compreso. E’ un avvertimento per tutte le altre”.

 

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