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Rugby

L'Accademia di Parma apre le sue porte

L'Accademia di Parma apre le sue porte

  Posta nel Convitto Maria Luigia, consta di 32 atleti di cui 4 del Gran

L’Italia rugbystica prova ad avanzare ulteriormente e lo fa mettendo in campo le Accademie zonali. Già annunciate qualche mese fa, oggi è stata presentata ufficialmente quella di Parma (le altre sono a Mogliano Veneto e Roma) che trova la sua sede nel Convitto Maria Luigia. Due file di sedie lungo il corridoio, ciascuna composta da tre posti, di fronte alla cattedra dove hanno parlato i relatori; un ricordo di quello che fu l’esame di maturità, la presentazione odierna. Scuola e sport, rugby in questo caso: un binomio che deve andare di pari passo. Entrambi educano, formano e proprio su uno di questi aspetti, chiaro il riferimento al “sostegno”, la direttrice del Convitto, Maria Pia Bariggi (che ha riconosciuto in uno degli atleti un suo ex alunno) ha concluso il suo intervento di benvenuto «Direi che l’uomo solidale dovrebbe precedere l’uomo economico o altri tipi di caratteristiche. Mi auguro che sia un partenariato che veda un destino comune, cioè quello di crescere delle persone». Parole alle quali si è agganciato il presidente federale Dondi che ha sottolineato l’indispensabilità della crescita scolastica nello sport rivolgendosi direttamente ai giovani dell’Accademia «L’istruzione va di pari passo con lo sport. Per fare sport ad alto livello bisogna diventare uomini ed il rugby in questo è formativo; dimostreremo che questo è un progetto valido. Abbiamo individuato il luogo adatto, una scuola, dove trascorrerete la maggior parte della vostra giornata». Dondi ha poi assicurato ai genitori che «Faremo una cosa seria e sicuramente alla fine dell’anno sarete soddisfatti». Le tre Accademie zonali arrivano dopo quella nazionale di Tirrenia e quelle dei club, istituite solo un anno fa e, è il caso di dire, fallite miseramente. «Abbiamo fatto le nostre esperienze, correggendo le cose che non andavano ed ora credo siamo in grado di fare qualcosa di molto positivo». Un padre non dovrebbe fare “figli e figliastri”, ma come capita in molte famiglie, il prediletto c’è «Credo che i risultati migliori delle tre accademie si avranno da questa». Gli interventi sono proseguiti con l’Assessore alle politiche scolastiche, cultura e spettacolo della Provincia, Giuseppe Romanini «In questo quadro globale e nazionale, un’iniziativa davvero interessante che conferma la tradizione di Parma negli sport cosiddetti minori, minori nel senso che c’è solo il calcio» e con quello allo sport del Comune, Roberto Ghiretti «Lo sport era visto solo come muscolatura, ora è legato alla scuola ed è fondamentale come base per la vita di tutti i giorni. E’ una federazione che sa programmare, che sa investire e lo fa, in questo caso, sulla qualificazione dei giovani». L’ultima parola spetta al Manager organizzativo dell’Accademia, Francesco Cavatorti uno che è di casa avendo frequentato per quindici anni il Convitto come alunno «Per questo è un momento emozionante per me. Abbiamo affrontato i problemi logistici come quello della palestra, del campo, ora dovremo affrontare, ma sono certo non sarà difficile, quello dell’inserimento della nostra quotidianità in quella del Convitto. Noi vogliamo essere un qualcosa in più, non una complicazione». Infine, un messaggio ai genitori «Saremo lieti di avere contatti, ma qui vi sono delle regole, per cui siete i benvenuti ma con la discrezione del caso». Essendo in una scuola, la presentazione non poteva non concludersi con l’appello, prima dello sciogliete le righe e del ritrovo sul campo accompagnato da tanto di musica. Tutto è stato …studiato nei dettagli: si parla di interazione e di integrazione, di conseguenza il menù del rinfresco abbracciava tutte le regioni rappresentate dagli atleti.

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