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L'ultimo Super10: Rugby Parma riceve Roma, il Gran a Padova

L'ultimo Super10: Rugby Parma riceve Roma, il Gran a Padova

Kick off ore 16 (questa sera anticipo L'Aquila-Viadana). Rugby Parma in casa contro Roma, Gran a Padova

Riparte dalle ore 16 di domani il viaggio delle due squadre parmigiane in quello che è l’ultimo Super10, il nono, della storia forse un po’ meno super. Chi lo è, super, è senza dubbio la Benetton Treviso che rischia di essere il “one man show” dell’occasione. Modello a cui cercava di ispirarsi la Rugby Parma con l’avvento di Titta Casagrande e di Andrea Cavinato ma che è rimasto incompiuto.

Tra esclusione dal rugby, del domani, che conta e crisi finanziaria, una Rugby Parma, e basta o BancaMonte si vedrà, meno “pro” e più “vecchio stile” proverà ad arrivare là dove i cospicui investimenti non sono arrivati: ai playoff. Il primo ostacolo, a Moletolo, si chiama Futura Park Roma, un pezzo di Pretoriani. Solo un test amichevole per la squadra “supervisionata” dal sudafricano John Dobson che non ha stelle di prima grandezza (ma la grande esperienza di Raineri e Bernabò e la verve di Toniolatti) e che ha attinto dalle due rinunciatarie Calvisano e Capitolina per infoltire la rosa. E’ la prima partita, ma per i gialloblù è già un riferimento molto importante. A guardare la rosa dal punto di vista qualitativo, quella romana sembra al di sotto di quella ducale ma l’anno scorso, quando lo stacco era maggiore, è stata fatta brutta figura a Roma (sconfitta ammazza playoff) e in casa la vittoria arrivò allo scadere con polemica del poi silurato Bordon. Unendo il tutto alla prova fornita sabato scorso, diventa indecifrabile poter azzardare qualche ipotesi. Di sicuro andranno migliorate le fasi statiche ed i meccanismi di attacco: in quest’ultima ottica pesano come un macigno le assenze, da qui e per quasi due mesi, di Emerick, Rubini e Gilberto Pavan che costringeranno il duo Sgorlon-Mazzariol ai salti mortali oltre che all’accensione di qualche cero scongiura infortuni. Ma dato che le sventure non arrivano mai sole, ecco che all’appello manca anche Lewaravu, vittima di un risentimento muscolare dopo la partita di Supercoppa. L’attitudine a volte può sopperire a qualche carenza tecnica; ma questo aspetto positivo riscontrato una settimana fa, ci si deve aspettare una lotta assai aspra nei punti d’incontro conoscendo gli avversari, dovrà essere accompagnato da un certo sviluppo di gioco che unito ad una vittoria consentirebbe di non appesantire una stagione già pesante di suo.

Quella di Padova invece è una sfida interessante tra due squadre che hanno promosso i propri giovani in prima squadra, entrambe per necessità. I patavini hanno cominciato già da ora il ridimensionamento, mentre il Gran ha fatto di necessità virtù. Mey e De Marigny, che sarà al fianco di Tebaldi in mediana, si trovano di fronte una squadra galvanizzata dal bel precampionato guidata da un Mercier cui sono stati affidati i galloni di capitano e che, se farà fede quanto visto nei test e soprattutto se riuscirà ad andare sopra nel punteggio, userà spesso il piede del francese per la carica dei compagni in stile vecchio Petrarca. Al Gran stanno tutti bene se si eccettua il tallonatore Battilana ancora alle prese con la fascite plantare che dovrebbe costringerlo alla tribuna per tutto il mese di settembre e che lancia Manici dal primo minuto. Dal presidente allo staff tecnico fin giù all’ultimo “panchinaro” vogliono partire col piede giusto o quanto meno facendo punti in trasferta; un problema quasi atavico per i blu celesti. Vedremo se anno nuovo…

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