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La Celtic League e il futuro del campionato italiano

La Celtic League e il futuro del campionato italiano

Dondi "Siamo in prova ma contiamo di rinnovare il contratto". Per l'ex presidente del Noceto ed ora consigliere federale Reverberi il campionato sarà Â  a 12. Gran e Colorno lo faranno insieme a Viadana come Aironi.

Alla fine dunque la Celtic League parlerà anche un po’ d’italiano. Prima la certezza ostentata, poi i comunicati di fine gennaio di interruzione delle trattative, preludio alla fine del sogno, quindi il rilancio italiano ed i dubbi scozzesi che avevano alimentato a turno ottimismo e pessimismo. Il sito ufficiale della Magners ha diramato nel pomeriggio il tanto atteso comunicato di assunzione; a tempo determinato però, di quattro anni. Una specie, per meglio dire, di assunzione in prova «Esatto, in pratica è così» ci conferma il presidente federale Giancarlo Dondi «Starà a noi dimostrare di meritare il rinnovo sotto molteplici aspetti. E’ stato così anche per il 6 Nazioni». In quel caso però la partita era leggermente diversa. Dondi che ha ringraziato i due presidenti di Viadana e Treviso, Melegari e Zatta, per il supporto in questa lunga ed estenuante trattativa. Gli scozzesi dunque alla fine hanno ceduto ma non hanno ottenuto tutto quello che chiedevano, in primis di ridiscutere la posizione dei “capi” irlandesi Hussey e Jordan. Intanto portano a casa qualche soldino in più che non fa male.

Prende così il via quello che è un ibrido, un’anomalia tutta italiana nel panorama delle sei nazioni. Francia ed Inghilterra hanno il loro campionato professionistico a rappresentare tutto il movimento, Galles, Irlanda e Scozia hanno la loro Lega professionistica, anche se gli scozzesi su questo hanno avuto da ridire, a rappresentare tutto il movimento, l’Italia ha due selezioni (una e mezzo) che rappresentano una fetta del movimento e professionista, tutto il resto … E riguardo alle Coppe Europee? E il futuro italico Super, o meno, qualcosa? «Super o quel che sarà» risponde Dondi «Dipende poi se sarà a 10 o a 12 in base alle scelte di Aironi e Treviso di fare o meno una squadra per il campionato italiano. Le prime quattro in ogni caso andranno in Challenge Cup». Dondi però lascia aperta anche un’altra ipotesi «Se poi si arriverà ad un campionato delle franchigie…». Ipotesi peraltro bocciata dal dg del Viadana Franco Tonni che conferma la partecipazione di Aironi 2 al campionato italiano «Per la mentalità italiana non è assolutamente praticabile. Io auspico un bel campionato ad 8 squadre in modo da concentrare il materiale umano a disposizione e che queste squadre lavorino in modo professionale nella conduzione di questi giovani che ne costituiranno l’ossatura». Di difficile, se non impraticabile, attuazione come conferma il consigliere federale, ed ex presidente del Noceto, Daniele Reverberi «Credo proprio che il prossimo sarà a 12. L’unica variabile potrebbe essere con due gironi meritocratici da 6 con playoff stile serie A attuale». Noceto ed eventualmente la Rugby Parma, che sembra ormai aver risolto la questione coi giocatori, al momento sembra che solo gli argentini pongano qualche resistenza in più, faranno sicuramente il campionato (ed intendono mantenere la loro quota nella nuova società pro Celtic) per cui gli Aironi 2 comprenderanno Viadana, Gran e Colorno.
Come capita di vedere in autostrada “Stiamo lavorando per voi”. Chissà come, e quando, varierà il percorso.
Con la diminuzione, per forza di cose, dei budget per il prossimo anno, vi sarà una boccata d’ossigeno per molte squadre, ma aspettiamoci novità globalmente parlando.

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