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Giovanelli e la Francia, dal ricordo di Grenoble al commento tv di Roma

Giovanelli e la Francia, dal ricordo di Grenoble al commento tv di Roma

Il nocetano resta l'unico del nostro movimento ad aver battuto i transalpini (40-32 nel 1997). Impressioni ed analogie raccolte nel dopo partita

Ha atteso quasi una generazione ma ne ha vissuta almeno un’altra di vittorie sui “Galletti”. Il 22 marzo del 1997 Massimo Giovanelli, che allora militava nel PUC Parigi, guidava gli Azzurri alla conquista della Coppa Fira in quel di Grenoble (40-32); il 12 marzo 2011 ha commentato l’ancor più sofferto 22-21 del 6Nazioni per l’emittente televisiva La7. «Finalmente! Una vittoria molto importante che serve a puntellare una gestione del nostro movimento non molto efficace». Rimane l’unico giocatore del movimento parmense a poter vantare tale scalpo; l’altro che avrebbe potuto farlo, Tito Tebaldi, purtroppo non figurava nemmeno tra i convocati.
Due vittorie che il leone di Noceto spiega così e nelle quali trova un’analogia «Noi a quel tempo la partita la conoscevamo a memoria: avevamo fatto un’analisi video minuziosa smembrando il loro gioco per cui li abbiamo battuti proprio sul piano tecnico-tattico; sapevamo anche di avere una chance dal punto di vista mentale ed è un po’ l’analogia con la vittoria di oggi. Allora li abbiamo presi in un momento mentale particolare perché loro venivano dal grande slam, noi eravamo la povera Italia vittima sacrificale: li abbiamo attaccati alla gola ed una volta sopra non abbiamo più mollato; anche oggi loro erano in aspetto mentale particolare seppur opposto perché venivano da una settimana di grossa pressione per la sconfitta netta di Twickenham e qui hanno dimostrato di essersela portata dietro. Noi abbiamo fatto una enorme partita difensiva».
La vittoria di oggi è anche la dimostrazione che se “si gioca” anziché puntare quasi esclusivamente sulla difesa «Certo; soprattutto con gli uomini al posto giusto come ad esempio Masi estremo e non all’ala».
Ma se prima della partita gli avessero detto di scommettere, “Giova” ammette che «Mah … sinceramente non c’avrei scommesso molto. Avrei voluto vedere i primi dieci-quindici minuti e infatti in tv dopo quel periodo ho detto che l’attitudine era quella giusta e che ce la saremmo giocata fino alla fine. Adesso andiamo in Scozia con un altro spirito che ci può far fare risultato anche là».
Se vogliamo essere fiscali, queste non sono le uniche vittorie contro la Francia; la terza “conta meno”, o affatto secondo alcuni, in quanto maturata contro la Francia A1 (16-9 l’11.11.1993 in Coppa Europa), ovvero una selezione di “futuribili Bleus”.
A quando la prossima?

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