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Rugby

Il futuro delle Zebre Rugby è a Parma

Il futuro delle Zebre Rugby è a Parma

Gli ultimi dubbi si sono dissolti. Il futuro (imminente) delle Zebre Rugby è a Parma. Volente o nolente. Le voci, gli spifferi e i veleni che volevano un trasloco a Milano o Roma vanno in naftalina, almeno per il momento. La decisione di continuare l’avventura parmigiana è stata presa di comune accordo tra la proprietà del club e la Federazione che ogni anno eroga una cifra intorno ai 4 milioni di euro per sostenere i costi di gestione della franchigia del Nord-Ovest.
Una scelta dettata anche e soprattutto dall’impossibilità di trovare una soluzione alternativa a Parma, dove lo stadio Lanfranchi e tutte le strutture annesse possono considerarsi tra le migliori d’Italia. Parma è una città di rugby e, malgrado tutto, conosce benissimo le dinamiche e le logiche per sostenere una squadra professionistica e di richiamo internazionale. Certo, servirà un maggiore coinvolgimento dell’imprenditoria locale, ma questo è un argomento che in città e provincia genera sempre una snervante orticaria.
Il vero problema di tutta la questione è, come sempre, l’aspetto economico: i soldi stanziati dalla Federazione, infatti, non sono sufficienti a coprire l’intera stagione. Oltre ai debiti accumulati in questi anni dalle precedenti gestioni, sono necessari altri 700-800mila euro (circa) per completare l’operazione e garantire quella continuità (sportiva e gestionale) invocata da più parti in vista del prossimo campionato.
L’attuale proprietà delle Zebre, con a capo il presidente Cosetta Falavigna, in questi giorni è al lavoro per progettare la stagione 2017-18, tra Pro 12 e Challenge Cup. Oltre al reperimento di nuovi fondi, che dovrebbero arrivare da un istituto bancario, la priorità è la scelta del nuovo allenatore e dello staff tecnico; poi si passerà alla costruzione della rosa. La stagione partirà ufficialmente a cavallo tra giugno e luglio, quando le Zebre si ritroveranno in città per iniziare la preparazione. Il futuro delle Zebre è a Parma, in attesa di una schiarita a lungo termine, anche e soprattutto sul fronte Pro 12, dove ultimamente il comitato organizzatore, il World Rugby, sembra strizzare l’occhio verso gli americani (Houston e Toronto) e la Georgia, piuttosto che all’Italia. Questione di quattrini, ma il futuro è tutto da scrivere.

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