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Giacomo Notari nel ciclismo che conta con il Team TJ Sport. L’intervista

Giacomo Notari nel ciclismo che conta con il Team TJ Sport. L’intervista

Tutte le strade portano a casa, un ciclista lo sa bene. Alcune sono dritte o impossibili e altre invece seguono un itinerario complicato, meno lineare del solito ma non del tutto accidentato. Anzi, forse sono proprio questi ultimi percorsi che ti fanno crescere, come è successo a Giacomo Notari, emigrato nel 2014 in Oriente per farsi le ossa sia come preparatore atletico che come direttore sportivo prima a Taiwan col Team Gusto, poi in Indonesia con il Pegasus Cycling Team ed infine con l’Atlas Red Devil, tutte formazioni Continental dello sperduto panorama asiatico.
Ora il 28enne di Noceto, a distanza di tre stagioni, dopo tanto peregrinare, molto lavoro e diverse soddisfazioni personali (il suo ex atleta taiwanese Chun Kai Feng riuscì a passare con la Lampre-Merida mentre l’australiano Ryan Macanally ha conquistato quest’anno la sua prima vittoria in una gara UCI e la prima per la sua squadra dopo due anni di astinenza) è rientrato a casa facendo il grande salto nel ciclismo che conta grazie all’ingaggio nello staff del Team TJ Sport, prima formazione cinese World Tour, che avrà una forte anima italiana avendo rilevato la licenza della Lampre di Beppe Saronni e che correrà con biciclette Colnago.
Già da fine settembre si era mosso qualcosa, proprio in Cina durante il Tour of Poyang Lake, gara organizzata proprio dal fondo TJ Sport Consulting e nella quale Notari aveva partecipato come manager-corridore con l’Atlas Red Devil (ottenendo anche un decimo posto nella quarta tappa), poi l’ufficializzazione è arrivata venerdì 4 novembre in occasione del raduno a Darfo Boario Terme dove si ritrovati atleti staff tecnico, medico e quello dei preparatori.

Nella foto Giacomo Notari, a destra, insieme all'australiano Ryan Macanally, a sinistra, dopo la vittoria del Tour of Jakarta

Nella foto Giacomo Notari, a destra, insieme all’australiano Ryan Macanally, a sinistra, dopo la vittoria del Tour of Jakarta

«Sono molto contento – spiega il figlio di Stefano Notari, professionista e pistard di livello negli anni ’70 – di entrare nell’organico di una società così importante, per me si mischieranno stimoli e responsabilità, oltre naturalmente alla possibilità di crescere ulteriormente. Gli anni in Asia sono stati una bella palestra d’allenamento, dove mi sono occupato di tutto, prendendo coscienza delle mie capacità e dei miei limiti da superare, ma adesso inizia una nuova avventura che affronto con entusiasmo e curiosità. Quando il dottor Roberto Corsetti (responsabile sanitario e della struttura della preparazione, ndc) mi ha contattato ero in Cina e abbiamo avuto problemi legati al fuso orario rischiando di non riuscirci a sentire e ad un certo punto ho pensato di veder svanire un sogno. Fortunatamente ci siamo accordati e ora sono qui, pronto e desideroso a partire».
Il telefono allunga la vita come recitavano alcuni spot, in questo caso ne ha regalata una da vivere col massimo del trasporto: «Dividerò il lavoro con Samuele Marangoni (fratello di Alan, prof nella Nippo-Fantini nel 2017 ed ex Cannondale, nda) con l’assistenza di Marco Marzano, uno dei ds della squadra che ci farà da trait d’union con i corridori. Durante il raduno il nostro staff ha fatto un colloquio di un’ora ad ogni atleta, facendogli una sorta di test psico-attitudinale e appuntandoci ogni loro abitudine e tendenza all’allenamento. Poi, di comune accordo, Samuele ed io ci siamo divisi in maniera equa i ragazzi da seguire, alcuni scegliendoli anche per empatia. Mi spiace che Feng si sia accasato alla Barhain-Merida perché avrei lavorato volentieri ancora con lui, ma adesso sono già accanto al computer tante ore al giorno per stilare le varie tabelle, in vista della nuova stagione».
Il nome di Notari era comparso anche sui taccuini di un’altro squadrone World Tour ma lui ha accettato il progetto della TJ Sport, che nelle intenzioni della nuova proprietà dovrebbe essere quadriennale usando la formazione come veicolo promozionale per far crescere il ciclismo in Cina in vista delle Olimpiadi di Tokyo nel 2020.
«Preferisco – conclude Giacomo, con un passato da Under 23, prima di laurearsi in Scienze Motorie – non dire che squadra mi aveva cercato, per me è stato davvero un grande onore la loro chiamata. Quella del dottor Corsetti però era arrivata poco prima e mi aveva convinto subito il programma. Dovrò svolgere un gran lavoro, sempre confrontadomi con i colleghi e tra i atleti che seguiremo ho già individuato più di una sfida che stimolerà oltre modo il mio operato. Spero di fare bene e far ottenere risultati importanti alla squadra».
La strada per tornare a casa l’ha ritrovata, ora Giacomo Notari dovrà indicare quella giusta ai suoi corridori. Simone Carpanini

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