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Parma, l’affannosa ricerca di un colpevole e l’esigenza di restare uniti

Parma, l’affannosa ricerca di un colpevole e l’esigenza di restare uniti

Alla ricerca di un colpevole. La sconfitta di Bergamo e l’ultimo posto in classifica hanno generato un clima pesante attorno al Parma, sul banco degli imputati di tutto e di più, come se questo servisse a risolvere i problemi “congeniti” del disastroso avvio di stagione dei crociati. Un fenomeno prettamente pallonaro, un’esclusiva di noi italiani, che spesso produce incomprensioni e inutili tensioni, in aggiunta a quelle già esistenti.
Colpevoli e meno colpevoli, la lista è lunga: il presidente Ghirardi, l’ad Leonardi, i giocatori, l’allenatore e i tifosi. Non ci sono percentuali e sondaggi, ma tanto malcontento. A Ghirardi (che continua ad essere ottimista), i tifosi e una parte della stampa locale imputano la cattiva gestione della vicenda legata all’esclusione dall’Europa League che, inevitabilmente, ha avuto forti ripercussioni sul calciomercato e sull’operatività generale di tutte le componenti del club. Le responsabilità di Leonardi sarebbero una conseguenza del caos venutosi a creare in estate. Ai giocatori vengono imputati errori individuali e un livello di cattiveria agonistica inappropriata per la lotta alla salvezza. A Donadoni colpe di natura tattica, anche se il tecnico ha mille scusanti, ad iniziare dagli infortuni di Biabiany (il cui rientro sarebbe vicino), Cassani e Paletta, tre pedine fondamentali per qualunque squadra di medio-alta classifica, figuriamoci per una realtà costretta a lottare per non retrocedere. Infine i tifosi, troppo “morbidi” nei confronti di società e giocatori.
Un oceano di opinioni (dai bar ai salotti televisivi), anche contrastanti, di colpe da sputare fuori come un serpente velenoso e affamato. Colpe spesso partorite da una rabbia irrazionale, ma non per questo sbagliate a priori. Sebbene in tutta questa situazione ci sia da preventivare una buona dose di malasorte (vedi la lista degli infortunati).
Le colpe ci sono, questo è chiaro, ma ci sono anche diversi alibi. Costruire e non distruggere, il momento è estremamente delicato. Tradotto: remare tutti nella stessa direzione, a partire dalla società, per finire ai tifosi. Una fiducia a tempo, un esorcismo contro la paura. Dopo il derby col Sassuolo le idee di tutti saranno più chiare, comprese quella della società, che proprio ieri ha perso Gaetano Tedeschi (dimissionario), presidente del Cda di Energy T.T. Group, il socio di minoranza. Dettagli di una stagione la cui priorità assoluta, in questo momento, è il campo e la testa dei giocatori, come ha sottolienato ieri il Gede all’interno della sua rubrica del lunedì.

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