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ATP: dal 22 maggio Parma ospita l’Emilia Romagna Open

ATP: dal 22 maggio Parma ospita l’Emilia Romagna Open

Per la prima volta nella loro storia le città di Parma e Montechiarugolo ospiteranno un torneo ATP 250. Dal 22 al 29 maggio l’Emilia-Romagna Open, un torneo di tennis su terra rossa, si terrà presso il Tennis Club President di Montechiarugolo, ponendosi in calendario come prologo del Roland Garros. L’evento, fortemente voluto dalla Regione Emilia-Romagna, promette spettacolo.

Le novità della manifestazione sono state illustrate ieri mattina in video conferenza stampa dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, dal presidente MEF Tennis Events, Marcello Marchesini, dal direttore del Tennis Club President, Fabio Rossi e dal capo della segreteria politica della Giunta, Giammaria Manghi.
In collegamento anche il sindaco di Montechiarugolo, Daniele Friggeri, e il vicesindaco di Parma, Marco Bosi. L’organizzazione della manifestazione spetterà, come di consueto, a MEF Tennis Events, già protagonista in tornei Challenger in Italia e all’estero. Tra questi vanno ricordati gli eventi dei Comuni di Parma, Montechiarugolo e Forlì, che hanno visto negli ultimi due anni i trionfi dell’ex numero 5 al mondo Tommy Robredo, del talentuoso statunitense Frances Tiafoe e dell’azzurro Lorenzo Musetti.

«Poche volte sono stato così soddisfatto in questi anni» si è così espresso il vicesindaco di Parma. «Quando siamo partiti con il Challenger 80 nel 2019 – ha proseguito Bosi – mai avremmo immaginato di portarlo ad un 125 nel 2020 e un ATP 250 nel 2021. Nel mezzo ci siamo pure concessi un Challenger 80 indoor al Palasport. Parma può oggi definirsi a pieno titolo la capitale italiana del tennis.Il torneo arriva nel momento d’oro del tennis azzurro, con 4 italiani nei primi 30 del ranking e la speranza è di vederli giocare proprio a casa nostra. Ancora non sappiamo se potremo ammettere pubblico, ma questo è l’obiettivo di tutti».
Infine, dopo i ringraziamenti di rito, il vicesidaco Bosi ha anche voluto mandare un messaggio di speranza per il mondo dello sport di base, in generale, che in tempo di pandemia è stato di fatto bloccato: «Questa soddisfazione però confesso essere parzialmente smorzata dal pensiero che i nostri ragazzi sono fermi da ormai troppi mesi. Dico da sempre quanto lo sport sia prima di tutto una funzione educativa per i più giovani e se questo pensiero è condiviso anche a Roma allora si deve lavorare con l’obiettivo di farli tornare a praticare attività non appena possibile».

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