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Premio Sport Civiltà  2011: grande spettacolo al Regio. Video

Premio Sport Civiltà  2011: grande spettacolo al Regio. Video

Essere protagonisti “nel mezzo del cammin di nostra vita sportiva, ovvero essere protagonisti nella 35a edizione del “Premio Internazionale Sport Civiltà, organizzata dall’Unione Nazionale Veterani dello Sport, che mai come quest’anno ha voluto deliziare ospiti e pubblico presenti al Teatro Regio, trasformando così una serata di riconoscimenti in un vero e proprio evento.

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Sulle note di “One moment in time” e accompagnata al pianoforte dal maestro Davide Carmarino, l’incantevole voce soul di Jenny B ha aperto la serata e dopo il discorso iniziale di Corrado Cavazzini, presidente dell’UNVS di Parma, Massimo De Luca e Francesca Strozzi hanno dato il via ai vari contributi filmati, gestiti dal regista Marco Caronna, che documentavano le gesta e anticipavano l’arrivo del premiato di turno.

Inframmezzata dalle performance dei Kataklò, le cui coreografie tematiche richiamavano le discipline di alcuni ospiti, come nel caso della sciatrice Celina Seghi, novantunenne e pioniera dello sci femminile, premiata per “Benemerenza Sportiva” o come nel caso dell’ultramaratoneta parmigiano Paolo Bucci, premio “Ercole Negri”, la serata era partita con gli onori verso media e aziende, alternando sul palco Paolo Garimberti, presidente Rai, per il premio “Radio e Televisione”, Alessandro Vocalelli, direttore del Corriere dello Sport/Stadio, per quello “Stampa” ed infine Andrea Agnelli, presidente della Juventus, per quello “Sport e Lavoro”, facendo le veci anche dell’altro premiato, il cugino John Elkann, presidente della Fiat ed assente per un impegno dell’ultimo istante.

Subito dopo il premio “Dirigente” riservato a Luca Pancalli, ex atleta ed ora presidente del Comitato Italiano Paralimpico, organismo che vorrebbe fondere in un tutt’uno con il CONI, portando così sullo stesso piano atleti normodotati e disabili, l’atmosfera si mantiene calda grazie ancora a Jenny B in una personale interpretazione del “Nessun Dorma”, che preannuncia i riconoscimenti “Atleta dell’anno” che vanno tra le mani della Nazionale Italiana di pallanuoto campione del mondo a Shanghai, rappresentata dal portiere Stefano Tempesti, tornata grande dopo aver inghiottito bocconi sempre più amari dall’oro olimpico di Barcellona ’92 e di Paolo Pizzo, campione del mondo di spada nella sua Catania e con una storia personale alle spalle che è un inno alla voglia di vivere e lottare anche contro il tumore.

Chi può comprendere meglio di tutti questi stati d’animo è certamente Chantal Borgonovo, moglie di Stefano, colpito nel 2008 dalla SLA o conosciuta anche come morbo di Lou Gehrig (giocatore di baseball degli anni ’30) che Massimo De Luca e la suggestiva clip filmata spiegano meglio perché venga chiamato così.

Il premio “Sport e Solidarietà” riservato alla Fondazione Stefano Borgonovo è il momento più toccante e commovente della serata, lo si avverte in platea ma anche quello che consente di tenere viva la speranza di sconfiggere questo male oscuro, la cui incidenza di malati nel mondo calcistico è spropositata rispetto alla quelli della popolazione normale, contribuendo con donazioni a favore della ricerca.

Sfruttando la leggerezza dell’ex centravanti di Fiorentina, Udinese e Milan con cui ha apostrofato la sua malattia, la conclusione è tutta per chi dello sport ne ha fatto una mission della propria vita.

Il premio “Ambasciatori dello Sport” si divide in due e va al “Bonimba nazionale”, Roberto Boninsegna, anticipato, non a caso, da “La leva calcistica della classe ‘68” cantata da Jenny B e alla famiglia più famosa e ciclistica d’Italia, forse del mondo: i Moser di Palù di Giovo, frazione trentina di 500 anime, dai cui borghi nascono più ciclisti che fiori.

Aldo, Diego, Francesco, Moreno ed Ignazio (dal più vecchio al più giovane ma ne mancherebbero almeno altri 4 per completare la squadra) tirano così simbolicamente la volata all’immenso Eddy Merckx (chissà chi l’avrebbe vinta tra Francesco Moser e lui?), il “cannibale” belga con più di 500 vittorie tra strada e pista che va ad aggiungere ai suoi allori anche il premio “Una vita per lo sport”.

Lo strumentale “Inno di Mameli” chiude l’evento-spettacolo dando appuntamento già al 2012.

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